Potrebbe rappresentare un grave intralcio per la prosecuzione delle indagini il fatto che la telecamera sulla Monti Lepini, quella installata proprio nel tratto dove si è verificato l’incidente mortale che è costata la vita di Mario Grasso, un 59enne dirigente della “Leonardo”, fosse spenta e non funzionante. Per correttezza va detto che si tratta di una telecamera non comunale: quelle del Comune ci sono e sono funzionanti ma non coprirebbero il tratto di strada luogo del sinistro.
Gli agenti della polizia stradale hanno redatto una informativa depositata presso l’ufficio del pubblico ministero Lorenzo Maria Destro, dando atto che è stato impossibile estrapolare le immagini da quello che è un impianto di videosorveglianza posizionato proprio in prossimità dell’incidente mortale e che avrebbe potuto consentire se funzionante, di ricostruire in maniera precisa la dinamica del sinistro. Nello specifico, a detta degli investigatori, si sarebbe potuta ricostruire la velocità della vettura del vigile del fuoco e l’andamento del pedone. Si tratta di un fatto rilevante in quanto la telecamera in questione, non comunale, è risultata totalmente spenta. Ovviamente si attendono adesso gli esiti dell’autopsia che si è conclusa nei giorni scorsi. Nella prossima settimana verrà conferito l’incarico dal pubblico ministero ad un perito che dovrà effettuare la ricostruzione cinematica. In questi giorni verrà interrogato anche il vigile del fuoco che sarà difeso dall’avvocato Giampiero Vellucci. Il pompiere ha già reso delle dichiarazioni spontanee nella serata di sabato scorso, subito dopo che si era consumata la tragedia. Mar.Ming.
