Il calvario quotidiano dei pendolari: la chiusura della galleria “Capo di China” trasforma il viaggio per Cassino in un’odissea

Irene Mizzoni
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Quella che un tempo era un rapido collegamento sulla SS 749, la superstrada Sora-Cassino, è ormai da mesi un vero e proprio “calvario senza fine” per migliaia di pendolari e residenti. La chiusura totale della Galleria “Capo di China”, nel tratto tra Atina Superiore e Belmonte Castello, per lavori di manutenzione straordinaria (ripristino corticale e drenaggio delle acque), ha innescato una crisi della viabilità che pesa ogni giorno sulla vita e sull’economia della Valle di Comino e del Cassinate.

​Prolungamento dei Tempi e Rabbia Crescente ​Inizialmente prevista per una durata limitata, la chiusura della galleria, in vigore da metà marzo 2025, è stata oggetto di numerose proroghe. Dopo lo slittamento della riapertura da giugno a settembre e, più recentemente, a fine ottobre 2025 (e in alcuni casi si parla addirittura di riapertura a senso unico alternato a metà novembre, con l’ipotesi di completamento lavori solo nel 2026), la pazienza dei cittadini ha raggiunto il limite. ​La chiusura dell’arteria principale costringe i pendolari che si recano a Cassino (per lavoro, studio o servizi) a percorrere lunghi e scomodi percorsi alternativi. Il tragitto più comune è la deviazione sulla viabilità secondaria, in particolare sulla strada provinciale tra Belmonte e Atina. ​Disagi e Impatto Quotidiano ​Il “piccolo ritardo” di quindici minuti, come inizialmente stimato, si è trasformato in un aumento significativo del tempo di percorrenza, stimabile a circa 15-20 minuti in più a tratta, che si traduce in ore perse ogni settimana. ​Aumento del traffico e pericoli: Le strade alternative, strette e non progettate per sostenere l’attuale volume di traffico veicolare (inclusi i mezzi pubblici e, a volte, persino i mezzi pesanti che ignorano i divieti), sono costantemente congestionate. Ciò genera ingorghi, rallentamenti e, soprattutto, situazioni di pericolo per la sicurezza stradale. ​Danno economico: Il disagio non è solo logistico. L’allungamento del percorso comporta un aumento dei costi (carburante e usura del veicolo) per le famiglie e le aziende. Inoltre, le attività commerciali e turistiche della Valle di Comino lamentano un calo drastico dei fatturati, sentendosi “tagliate fuori e isolate” dal resto della provincia e dall’importante centro di Cassino. ​Viabilità inadeguata: Le condizioni delle strade alternative, oggetto di un aumento esponenziale del transito, sono criticate per la manutenzione carente e la segnaletica a volte insufficiente. ​Le Richieste del Territorio ​Amministratori locali, Sindaci e cittadini hanno espresso forte protesta verso l’Anas e le Istituzioni regionali e provinciali, chiedendo a gran voce chiarezza, trasparenza e risposte certe. Gli incontri istituzionali si sono susseguiti, ma l’unica certezza è l’incertezza sui tempi di riapertura. ​”Non possiamo continuare ad essere trattati come cittadini di serie b – dice una pendolare – Siamo esasperati. Non ne possiamo più. Andare al lavoro è diventata una odissea!”.
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