Crolla il solaio di una palazzina in via Garibaldi a Frosinone, sei condomini proprietari degli appartamenti dove è avvenuto il crollo, sono finiti davanti al gup per disastro colposo.
All’interno dell’appartamento ubicato all’ultimo piano si trovava una famiglia di nigeriani che ha rischiato di rimanere travolta dai detriti. Fortunatamente tutti i quattro (marito, moglie e due bambini) sono riusciti a scappare ed a mettersi in salvo. Ma quella sfiorata tragedia che si è consumata il 15 aprile dello scorso anno, ha avuto degli strascichi giudiziari. Al momento sei condomini proprietari della palazzina dove si è verificato il crollo, sono finiti davanti al giudice per le udienze preliminari per il reato disastro colposo. Ai proprietari dello stabile è stato contestato di aver disatteso l’ordinanza emanata dal sindaco nel 2019 che li invitava alla messa in sicurezza dell’intera palazzina. Secondo gli elementi raccolti dalla procura sarebbe stato omesso l’adempimento di quanto prescritto nell’ordinanza, ossia l’immediata messa in sicurezza dell’intero complesso edilizio e l’esecuzione di lavori generali di consolidamento strutturale, risanamento e bonifica ambientale. Tutto questo doveva essere realizzato entro il 120 giorni dalla notifica dell’ordinanza. Cosa che però non era avvenuta. E proprio a causa di questa omissione, tutti e sei gli indagati sono finiti davanti al giudice per le udienze preliminari. Secondo le accuse avrebbero con la loro negligenza e superficialità causato il crollo di una parte della costruzione e più precisamente il crollo di un solaio di interpiano tra il secondo ed il terzo livello e del controsoffitto di copertura dal quale era derivato il pericolo per la pubblica incolumità. L’udienza davanti al gup è stata fissata per il prossimo 3 dicembre. Nel collegio difensivo gli avvocati Carlo Coratti, Umberto Pallone, Giuseppe Casini , Francesco Dionne e Loris Mastrantoni. Spetterà adesso ai legali di fiducia smantellare tutto il castello accusatorio. Tra gli i proprietari ce n’è uno che ha acquistato l’appartamento all’asta. Quest’ultimo, rappresentato dall’avvocato Carlo Coratti sostiene di aver acquistato l’immobile alcuni mesi prima del crollo e che il perito del tribunale non aveva menzionato l’ordinanza nella perizia dell’esecuzione immobiliare. Dunque a suo dire sarebbe stato all’oscuro di quei lavori di ristrutturazione da effettuare. L’avvocato Coratti ha preannunciato che punterà al proscioglimento. Mar. Ming.
