Roma – “Bergoglio non è il vero Papa e non lo è anche Prevost”. Dopo la scomunica, il parroco di San Cesareo estromesso dal clero

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(di Cesidio Vano) “Francesco è l’antipapa e Leone XIV non è un papa legittimo”. Il Pontefice ha ridotto allo stato laicale don Natale Santonocito, parroco di San Cesareo, in provincia di Roma, che per le sue tesi e le contestazioni espresse sui social media in merito alla validità delle elezioni papali di Mario Bergoglio e di Robert Francis Prevost.

Lo scorso mese di gennaio, don Natale era stato già scomunicato. In alcuni video diffusi su Facebook e Youtube sostiene che “stiamo vivendo, da troppo tempo, tante cose strane. Da undici anni abbiamo un antipapa: il cosiddetto Francesco non è Papa, non lo è mai stato perché Benedetto XVI, l’11 febbraio 2013, non ha mai fatto una rinuncia al papato, non ha abdicato rinunciando al munus petrino”. Dopo la notifica del provvedimenti di ‘dimissione dallo stato clericale’, don Natale Santonocito ha sostenuto anche l’invalidità dell’elezione al Sacro Soglio del cardinale Prevost. La diocesi di Palestrina ha reso noto nei giorni scorsi “la dimissione in via definitiva dallo stato clericale di Natale Santonocito”.
Papa Leone XIV
In un comunicato, la Curia vescovile di Palestrina fa sapere: “Il 3 luglio 2025 il Santo Padre Leone XIV, considerato il grave comportamento del reverendo Natale Santonocito, incardinato nella diocesi di Palestrina, nel commettere un delitto contro la fede (scisma), in via definitiva, non soggetta ad appello né a ricorso, ha dimesso detto presbitero dallo stato clericale secondo quanto previsto dall’art. 26 delle Norme dei delitti riservati. Il decreto è stato a lui notificato dal vescovo di Tivoli e di Palestrina il 26 settembre 2025”. “Natale Santonocito, dopo un processo penale extragiudiziale, al quale era stato assicurato al reo il diritto alla difesa tramite assegnazione di un avvocato rotale ex officio, era già incorso nel gennaio 2025 nella scomunica latae sententiae. Scomunica che, perdurando l’atteggiamento scismatico, rimane anche ora in vigore”, spiega il comunicato, precisando che “Santonocito non aveva riconosciuto in diverse occasioni, rese pubbliche su alcuni social media, la validità dell’elezione di Papa Francesco e successivamente anche di Papa Leone XIV creando grave scandalo tra i fedeli”. “Tanto si rende noto per il bene delle anime e per evitare che alcuni membri del popolo di Dio ricorrano al sig. Santonocito come se fosse ancora nella possibilità di svolgere il ministero sacerdotale ed in comunione con la Chiesa cattolica”. Il 9 dicembre dello scorso anno il vescovo della diocesi di Tivoli e Palestrina, Mauro Parmeggiani, per quella dichiarazione “contra fidem” fatta da don Santonocito ha limitato in via cautelativa le facoltà ministeriali del parroco. Il sacerdote però non si è fermato e ha ribadito le sue idee, che non ha abbandonato neppure il 17 dicembre 2024 quando è comparso davanti al giudice delegato nel processo penale extragiudiziale avviato nei suoi confronti. A gennaio è così scattata la scomunica.
Don Natale Santonocito
Al parroco è stato vietato di celebrare il Sacrificio dell’Eucaristia e gli altri sacramenti, di ricevere sacramenti, di amministrare i sacramenti e di celebrare le altre cerimonie di culto liturgico, di avere parte attiva nelle celebrazioni, di esercitare uffici o incarichi o ministeri o funzioni ecclesiastiche, e di porre atti di governo. Il sacerdote per tutta risposta ha definito un papa non legittimo anche Prevost. Il 3 luglio, considerando quanto avvenuto un delitto contro la fede, uno scisma, Leone XIV ha dimesso in via definitiva dallo stato clericale don Santonocito, provvedimento che non è soggetto ad appello o ricorso. E il decreto è stato notificato all’ormai ex parroco dal vescovo di Tivoli e di Palestrina il 26 settembre scorso. “Natale Santonocito – specificano dalla diocesi di Tivoli e Palestrina – dopo un processo penale extragiudiziale, al quale era stato assicurato al reo il diritto alla difesa tramite assegnazione di un avvocato rotale ex officio, era già incorso nel gennaio 2025 nella scomunica latae sententiae. Scomunica che, perdurando l’atteggiamento scismatico, rimane anche ora in vigore”. Ancora: “Santonocito non aveva riconosciuto in diverse occasioni, rese pubbliche su alcuni social media, la validità dell’elezione di Papa Francesco e successivamente anche di Papa Leone XIV creando grave scandalo tra i fedeli. Tanto si rende noto per il bene delle anime e per evitare che alcuni membri del popolo di Dio ricorrano al sig. Santonocito come se fosse ancora nella possibilità di svolgere il ministero sacerdotale ed in comunione con la Chiesa cattolica”.
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