Per Cassino coinvolti circa 50 lavoratori a cui scade l’appalto. Il destino dell’automotive è sul filo di un rasoio. Questa mattina, al Ministero delle imprese e del Made in Italy, un tavolo dedicato per discutere delle vertenze Trasnova, Logitech e Teknoservice che rischiano di trasformarsi in un precedente capace di mettere in crisi l’intero indotto delle forniture legate a Stellantis, è stato accompagnato dal presidio delle categorie Filt, Filcams e Fiom, accompagnate dalla CGIL di Frosinone Latina.
“A fronte del ridimensionamento strutturale delle funzioni, che le aziende appaltate da Stellantis stanno subendo come una lama, di cui le prime vittime sacrificali sono i lavoratori, la Cgil si aspetta un allargamento della discussione che vada oltre la mera richiesta alle aziende di ricollocare i lavoratori”. Così una nota dell sigla sindacale Cgil Frosinone Latina, che prosegue: “La vertenza, che riguarda principalmente l’internalizzazione delle attività con una conseguente riorganizzazione volta ad una strategia di riduzione dei costi, e la scadenza degli appalti prevista per il 1 gennaio 2026, è figlia di un clima estremamente teso in cui le aziende legate a Stellantis, nella fattispecie di tratta di Transnova, e le aziende subappaltatrici Logitech e Teknoservice, in assenza di garanzie portano a termine la loro funzione e licenzino i lavoratori. Un effetto domino deleterio e inammissibile. Non possiamo permettere che i lavoratori, di cui almeno 50 di Cassino impiegati nel settore di pulizia e movimentazione linee, plastica e metallo, rischiano di andare incontro a disoccupazione certa entro l’inizio del prossimo anno per scadenza di appalto. Tale criticità è aggravata dal ruolo del tutto assente di Stellantis, prima interlocutrice, che non vuole fare chiarezza su una possibile strategia industriale generale ed è manchevole di prospettive rispetto alla costellazione di appalti ad essa legata. Da questo dipende il futuro della forza lavoro, di centinaia di lavoratori che ad oggi si ritrovano senza garanzie. Come possiamo ragionare su una soluzione se il soggetto protagonista non siede al tavolo della discussione? La crisi di Stellantis, la mancata interlocuzione e la totale assenza di una prospettiva industriale sono temi politici che pesano sulle spalle dei lavoratori ai quali dobbiamo risposte immediate. Con la cessazione dell’appalto le aziende appaltatrici potrebbero procedere ai licenziamenti, una soluzione che non ha nulla a che vedere con la transizione occupazionale, percorso ben più lungo e che presuppone adeguati ammortizzatori sociali, durante il quale i lavoratori vengono orientati verso altre possibilità occupazionali. Una ricollocazione complessiva guidata dal Ministero è quello che la Cgil chiede al Mimit oggi, anche attraverso il presidio delle categorie. Per evitare la procedura di licenziamento è necessario valutare la presenza di ammortizzatori sociali in grado di creare un effetto cuscinetto che possa fare da paracadute ai lavoratori in vista di una continuità d’impiego che sia dentro o fuori Stellantis. Ora ci sono 15 giorni di tempo durante i quali, con le garanzie del Ministero, ci si impegna ad elaborare una soluzione per evitare i licenziamenti e costruire una strategia che riesca a fornire continuità in vista del 15 ottobre, data dalla quale decorrerebbero i 75 giorni prima della scadenza ufficiale dell’appalto prevista il 31/12/25. Il 3 ottobre ci sarà un incontro pubblico a Cassino proprio sulla crisi Stellantis e appalti in scadenza, (comprese le mense) al quale sarà presente Michele De Palma, segretario generale FIOM”.
