Regione Lazio – Una legge per contrastare contenuti digitali sessisti, discriminatori e violenti

chiaro13
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Contrastare la diffusione di contenuti digitali sessisti, discriminatori e violenti. È questa la finalità che si prefigura la proposta di legge regionale depositata alla Pisana nei gironi socrsi dall’onorevole del Partito democratico Eleonora Mattina.

La proposta di legge reca, appunto, “Disposizioni per il contrasto alla diffusione di contenuti digitali sessisti, discriminatori e violenti” e nella relazione che accompagna l’articolato, la stessa consigliera regionale ricorda che “Negli ultimi anni, la crescente diffusione dei contenuti digitali ha rappresentato una straordinaria opportunità di accesso all’informazione e di espressione, ma ha anche amplificato fenomeni di odio, violenza simbolica e discriminazione, in particolare verso le donne e le minoranze di genere. Il web è sempre più spesso terreno di propagazione di stereotipi, sessismo, linguaggi degradanti e immagini lesive della dignità della persona”.
La consigliera regionale Eleonora Mattia
“La presente proposta di legge – spiega quindi Mattia – nasce dalla necessità di sviluppare strumenti concreti ed efficaci per monitorare e contrastare la diffusione di contenuti sessisti e misogini nei siti web accessibili nel territorio regionale, promuovere una cultura digitale rispettosa delle differenze e inclusiva, fondata sull’educazione e sulla prevenzione, rafforzare la cooperazione tra istituzioni, forze dell’ordine, mondo dell’informazione e società civile nella lotta al sessismo digitale”. La pdl istituisce, tra le altre misure, un Osservatorio regionale sul sessismo digitale, con funzioni di analisi, raccolta di segnalazioni e produzione di linee guida, nonché una piattaforma regionale per la segnalazione di contenuti offensivi o degradanti. Sono previsti inoltre interventi educativi, campagne di sensibilizzazione e strumenti per incentivare comportamenti virtuosi da parte di media, aziende e piattaforme. In particolare, viene data importanza: alla collaborazione con soggetti istituzionali già attivi nel contrasto all’hate speech e alla violenza online (Corecom, AGCOM, Polizia Postale, Garante dell’Infanzia), all’esclusione dai benefici pubblici per soggetti che diffondano contenuti sessisti, nonché al sostegno a imprese, enti e media che adottino codici etici di comunicazione di genere. “Questa proposta – dice la firmataria – non mira a limitare la libertà di espressione, ma intende bilanciarla con la tutela della dignità della persona, ponendosi nel solco degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (Obiettivo 5 – Uguaglianza di genere) e delle indicazioni del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea in tema di contrasto alla violenza di genere anche nel contesto digitale. La stessa proposta di legge rappresenta pertanto uno strumento innovativo e coerente con il quadro giuridico vigente per rafforzare le politiche regionali in materia di contrasto alla violenza di genere, tutela dei diritti digitali e promozione della cultura del rispetto. Essa si fonda su un approccio integrato, educativo e preventivo, compatibile con i principi della libertà di espressione, ma finalizzato a rimuovere contenuti che ledono la dignità delle persone e promuovono modelli culturali violenti o discriminatori. Attraverso questa legge – conclude la consigliera -, la Regione Lazio si propone come territorio promotore di un modello di convivenza civile, digitale e sociale fondato sul rispetto, sulla parità e sulla libertà da ogni forma di discriminazione o oppressione”.
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