Lazio – Schietroma (PSI): “Poteri legislativi a Roma Capitale cambieranno il costrutto elettorale della Regione”

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(di Dario Facci) Intervista al Segretario regionale del Lazio del Partito socialista italiano, il primo a intervenire sull’argomento.

I poteri legislativi a Roma Capitale contenuti nella riforma costituzionale approvata dal Consiglio dei Ministri e che, con ogni probabilità, sarà varata dal Parlamento, apre un enorme capitolo sull’assetto del Lazio, sui suoi confini. Soprattutto sulla legge elettorale per la Regione Lazio che, inevitabilmente, dovrà essere modificata. Tra i primi a intervenire con una proposta alla Premier Meloni è stato il segretario regionale del Lazio del PSI, Gianfranco Schietroma (foto). Questi inviò una lettera direttamente alla Presidente del Consiglio dei Ministri ancor prima che la riforma venisse discussa dal Governo. Lo abbiamo sentito: On. Schietroma Roma Capitale sarà tra gli Enti costitutivi della Repubblica. La riforma costituzionale approvata dal Governo nel luglio scorso conferisce a Roma poteri legislativi. Lei aveva, nell’imminenza di questa decisione, inviato una lettera alla Presidente del Consiglio dei Ministri proprio sulla materia. Perché? “Perché, pur apprezzando l’iniziativa del Governo tesa a potenziare il ruolo di Roma Capitale, noi socialisti ritenevamo e riteniamo che in materia si possa e si debba fare qualcosa di più completo. Infatti, il disegno di legge costituzionale, varato dal Consiglio dei Ministri, prevede il conferimento a Roma Capitale soltanto di alcuni poteri regionali, come il diritto di legiferare su alcune materie, appunto, di competenza regionale. Noi socialisti riteniamo, invece, che Roma Capitale debba diventare una Regione a sé stante, con lo status e le prerogative di una vera e propria Regione. Questa nostra proposta nasce da un ordine del giorno presentato dal Vice Segretario nazionale socialista Vincenzo Iacovissi ed approvato all’unanimità dal Congresso regionale psi, svoltosi il 10 maggio scorso”. La riforma apre un capitolo prevedibile ma non previsto sulla legge elettorale della Regione Lazio. Notoriamente la stragrande maggioranza dei consiglieri regionali sono eletti a Roma. Con il nuovo status della Capitale dovrebbero decidere sulla maggior parte delle materie che non riguardano più la città dove sono eletti, come la mettiamo? “Questa è una giusta osservazione. Infatti, se il disegno di legge costituzionale dovesse essere approvato dal Parlamento senza le modifiche da noi auspicate, si verrebbero a creare notevoli incongruenze. In effetti, con il nuovo status della Capitale, i consiglieri regionali di Roma, che sono largamente la maggioranza, andrebbero comunque a decidere sulla maggior parte delle materie che non riguardano più la città dove sono eletti. E’ evidente, dunque, che l’approvazione definitiva del disegno di legge costituzionale, renderebbe necessaria, di conseguenza, una modifica della legge elettorale della Regione Lazio, che attribuisca agli altri territori maggiori possibilità di elezione. E già questo costituirebbe un notevole passo in avanti. Ma, in ogni caso, la proposta socialista di far diventare Roma Capitale una vera e propria Regione è, di certo, più razionale ed incisiva ed inoltre eliminerebbe alla radice le incongruenze segnalate giustamente con la domanda”. Negli anni sono state immaginate diverse soluzioni a un problema evidente, dunque, da tempo: l’anacronismo dello status della Capitale italiana quale un semplice comune. La riforma risolve in parte questo problema rendendo Roma una capitale europea. Se si ipotizzasse però la creazione di una regione di Roma, il resto del Lazio resterebbe un territorio regionale con un buco al centro: come immagina gli ipotetici confini del Lazio senza Roma? “Se venisse accolta la proposta socialista, la Regione Lazio sarebbe composta dalle provincie di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e dai territori dell’area metropolitana di Roma, eccetto quelli del Comune di Roma. Le obiezioni riguardanti l’estetica topografica possono essere superate in quanto la nostra soluzione è certamente quella più efficacie e razionale, perché avrebbe il pregio di potenziare ancora di più i poteri di Roma Capitale, assicurando, nello stesso tempo, agli altri territori del Lazio una migliore rappresentatività istituzionale”.
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