Roma – Detenuto 19enne tenta il suicidio a Regina Coeli, ricoverato in gravi condizioni

chiaro13
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Si trova ricoverato in condizioni critiche in ospedale il diciannovenne di origini egiziane, arrestato l’altro ieri, che ha tentato di togliersi la vita nel carcere romano di Regina Coeli.

A dare la notizia il segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria Gennarino de Fazio. Da inizio dell’anno in tutta Italia, fa sapere il sindacato, sono 53 i detenuti che si sono tolti la vita. Sull’episodio è intervenuto anche Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale e co-segretario romano di Rifondazione Comunista: “Regina Coeli, vergogna di Stato. Governo responsabile del disastro penitenziario. Nel carcere romano di Regina Coeli si è rischiata l’ennesima tragedia. In un carcere con una capienza di poco più di seicento posti sono ammassate oltre millecento persone, in condizioni disumane che trasformano le celle in luoghi di sofferenza e disperazione. Non stupisce, purtroppo, che un giovane di soli diciannove anni abbia tentato il suicidio e che siano esplosi disordini e incendi, sedati solo grazie all’intervento di agenti ormai allo stremo, costretti a turni massacranti e a lavorare con organici dimezzati” ha detto Barbera, aggiungendo: “Il governo Meloni e i ministri competenti portano su di sé la responsabilità di questa situazione. Il ministro della Giustizia Nordio, che continua a negare la correlazione tra sovraffollamento e suicidi, dimostra una cinica indifferenza verso la vita e la dignità delle persone detenute, mentre dall’esecutivo arrivano soltanto misure di facciata e promesse vuote, del tutto incapaci di affrontare un’emergenza strutturale ormai fuori controllo”. “Denunciamo questa inerzia colpevole e rilanciamo la necessità di un radicale cambio di rotta. Continuare a trattare i detenuti come numeri da stipare e le prigioni come discariche sociali – conclude Barbera – è un fallimento civile e politico che non può più essere tollerato. Il carcere non può restare un buco nero dove la sofferenza viene occultata e la Costituzione calpestata. Quanto accaduto oggi a Regina Coeli è un grido che chi governa non può continuare a ignorare”.
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