La ZES per Umbria e Marche. Per la politica del Lazio oltre al danno la beffa… oppure la soluzione

Dario Facci
2 MIn Lettura
(di Dario Facci)  Oltre al danno la beffa. Oppure la soluzione. Le aree industriali del Lazio meridionale, vittime della Zona Economica Speciale del Sud, che di fatto circonda le province di Frosinone e Latina e pone, a pochi chilometri di distanza dalle aree industriali più importanti della regione e del centro Italia delle zone protette da condizioni di investimento e gestione estremamente convenienti, dunque vincenti quanto ad attrattività degli investimenti, subiscono oggi un’ulteriore mazzata.

Consiste nell’annuncio del Governo di allargare la ZES anche alle regioni Marche e Umbria. Una mazzata tremenda anche per tutti coloro, parlamentari, sindaci, consiglieri e assessori regionali ecc. che avevano tentato, inutilmente, di fare inserire anche il Lazio meridionale nella ZES. A loro fu risposto a più riprese che non era possibile, che ormai quel provvedimento era chiuso, la ZES non si poteva allargare. Invece, cari onorevoli, sindaci, consiglieri, presidenti e quant’altro, vi hanno preso in giro. Evidentemente si poteva eccome. Oltre al danno, continuo, subito dalle aree di lavoro della Ciociaria e del Pontino, si aggiunge dunque oggi la beffa alla politica, alla rappresentanza di questi territori la quale, si spera, saprà farsi sentire a dovere perché se si può per Umbria e Marche allora si può anche per il Lazio meridionale. Sarebbe la soluzione.
Condividi questo articolo
Nessun commento