Anagni – Bufera sulla Pro Loco: “quote da pagare anche per anni senza iscrizione”. Annunciato esposto all’UNPLI

Anna Ammanniti
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Nella città dei Papi infuria la polemica attorno alla Pro Loco, l’associazione che dovrebbe promuovere cultura, turismo e tradizioni locali. A sollevare il caso sono quattro forze politiche del centro sinistra — Circolo PD, Sinistra Italiana, Possibile e Movimento 5 Stelle di Anagni — che con un comunicato congiunto denunciano una situazione definita “paradossale”.

Il nodo della questione ruota attorno ai recenti “Avvisi di Morosità” che sarebbero stati inviati tramite WhatsApp dalla Pro Loco ad alcuni ex iscritti, nei quali si richiederebbe il pagamento delle quote associative arretrate, anche per gli anni in cui i destinatari non sarebbero stati affatto iscritti all’associazione. Secondo quanto riportato, tale richiesta si fonderebbe sul nuovo Statuto e Regolamento approvati lo scorso giugno. Le nuove regole stabiliscono che chi risulta moroso non può più iscriversi alla Pro Loco se non ha prima saldato le quote di tutti gli anni precedenti. Una norma che — fanno notare i firmatari del comunicato — risulterebbe inapplicabile e discriminatoria se rivolta anche a chi, in quegli anni, non aveva rinnovato volontariamente l’iscrizione. “Chi volesse tornare a far parte dell’associazione dopo uno o più anni di assenza, dovrebbe pagare le quote anche per gli anni in cui non ha mai richiesto di essere socio. Una regola che non solo è ingiusta, ma finisce per trasformare la Pro Loco in un piccolo monopolio chiuso su sé stesso”, si legge nel comunicato. Ma la critica va oltre il piano regolamentare. Secondo le forze di opposizione, le nuove regole avrebbero l’obiettivo implicito di escludere potenziali nuovi iscritti e quindi evitare che futuri ricambi possano mettere in discussione gli attuali assetti interni dell’associazione. “Chi non sana le morosità non può iscriversi più — si legge nel testo — in perpetuo. Una scelta che favorisce chi oggi è alla guida della Pro Loco, garantendogli il controllo a tempo indefinito”. Il comunicato fa poi riferimento alle storiche tensioni interne e al fatto che, anche sotto l’Amministrazione Natalia, la Pro Loco non sia stata esente da spinte e contrasti di natura politica. Ed è proprio alla politica che i firmatari si rivolgono, sollecitando un intervento del Comune, che ogni anno destina fondi pubblici all’associazione. Oltre a ciò, è stato annunciato un esposto all’UNPLI, l’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, affinché venga fatta chiarezza sulla vicenda e si valuti la legittimità delle disposizioni statutarie introdotte. Infine, una nota sul metodo: secondo i segnalanti, ricevere messaggi sul cellulare che insinuano un’inadempienza economica sarebbe un ulteriore elemento di pressione, capace di scoraggiare la partecipazione, anziché favorirla. “Non è questo lo spirito con cui una Pro Loco dovrebbe operare in una città come Anagni. Invece di promuovere la cultura e il volontariato, si sta restringendo l’accesso a pochi e privilegiati”, concludono i firmatari. Per eventuali repliche, la redazione resta disponibile a ospitare la posizione della Pro Loco di Anagni o dell’amministrazione comunale. Anna Ammanniti  
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