Frosinone – Torturato per un debito di droga, gli arrestati si avvalgono della facoltà di non rispondere

Marina Mingarelli
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I due giovani arrestati per tentata estorsione sequestro di persona, torture e detenzione illegale di armi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per quanto riguarda invece la 29enne anche lei arrestata insieme agli altri due ha deciso di rilasciare dichiarazioni spontanee.

Secondo quanto dichiarato dalla donna era stata coinvolta in questa vicenda soltanto perché fidanzata di uno dei due. Ma per quanto riguarda i comportamenti delinquenziali dei due giovani si sarebbe tirata fuori. Anche perché è mamma di una bambina di sette mesi che ha bisogno di lei e dunque non avrebbe mai potuto mettere in atto una condotta criminosa del genere sapendo di rischiare di vederle strappata la sua piccina. Al momento la donna si trova ristretta presso il carcere di Rebibbia. Gli altri due sono invece detenuti all’interno del carcere di via Cerreto a Frosinone. Il legale Enrico Pavia che difende il 31enne, ha fatto sapere che adesso dovrà studiare bene tutte le carte in quanto nei confronti del suo assistito pendono accuse pesantissime. Una volta effettuati tutti gli accertamenti valuterà se richiedere o meno la sua scarcerazione al tribunale del Riesame. Analoga situazione anche per l’avvocato Marco Maietta che difende l’altro giovane e la donna. I fatti che hanno portato al loro arresto risalgono al gennaio scorso quando i carabinieri a seguito del pestaggio di un ragazzo di Arce avevano avviato delle indagini sul conto dei tre soggetti che risiedono in uno stabile del Casermone. Secondo gli elementi raccolti avevano picchiato legato ad una balaustra del balcone e torturato il ragazzi che doveva consegnare loro 1700 euro per un debito di droga. Mar.Ming
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