Atina – Galleria di Capo di China chiusa, il Vicesindaco di Settefrati invita ad evitare gli allarmismi

chiaro13
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Dal Vice Sindaco e consigliere comunale di Settefrati, Donato Mazzenga, riceviamo a pubblichiamo la nota che segue in merito alla situazione generatasi in Valcomino a seguito della prolungata chiusura della galleria Capo di China, sulla superstrada Sora-Cassino, in territorio di Atina.

Solo la scorsa settimana, al riguardo era intervenuto Lorenzo Cedrone, coordinatore valligiano del Partito socialista italiano (Psi) (leggi qui), che aveva ricordato, tra le altre cose, come il sindaco di San Donato Val di Comino, Enrico Pittiglio, avesse stimato – causa chiusura galleria – nel 70% il calo medio del fatturato nel trimestre primaverile, per le attività commerciali valligiane. E proprio a queste dichiarazioni parrebbe voler replicare ora Mazzenga. Ecco, dunque, la nota del vicesindaco di Settefrati: “Le notizie giornalistiche di un presunto crollo del 70% del fatturato delle attività commerciali, in seguito alla deviazione viabile necessaria per i lavori di messa in sicurezza della Galleria Atina-Capo di China, rappresentano una forma evidente di comunicazione distorta e, al momento, non giustificata. A parte il fatto che non si capisce da quali fonti derivino queste cifre – e dubitiamo fortemente che esistano dati verificabili in tal senso – è necessario respingere con decisione questo modo di fare politica, che tenta di cavalcare un disagio transitorio, fisiologico in ogni intervento infrastrutturale, per finalità puramente strumentali. Ma ciò che lascia ancor più sconcertati è l’ipocrisia di certi soggetti, che oggi si stracciano le vesti ma che sono rimasti in complice silenzio quando la Regione Lazio, a guida Zingaretti, approvava la legge sul trasporto pubblico locale, penalizzando pesantemente le aree periferiche e sottraendo ai sindaci strumenti fondamentali per la mobilità dei cittadini. Lo stesso silenzio assordante si è registrato quando la stessa amministrazione regionale di centrosinistra imponeva aumenti retroattivi delle tariffe di conferimento dei rifiuti alla SAF, con pesanti ricadute sui bilanci comunali e quindi sui cittadini. Non avendo argomenti, oggi gli stessi soggetti tentano di ottenere protagonismo attraverso una polemica sterile, costruita su numeri di cui, almeno, dovrebbe esserne citata una fonte attendibile, ed alimentata da una narrazione gonfiata ad arte per ottenere qualche titolo di giornale. Un tentativo che danneggia la comunità e offende l’intelligenza dei cittadini. Ancora più grave è il tentativo, neanche troppo velato di chi, in consessi pubblici valligiani, tenta di contrapporre un’area del territorio ad altre, accusate di aver ricevuto presunti benefici attraverso interventi compensativi da parte di ANAS. Questo modo di impostare il dibattito, fomentando divisioni e risentimenti locali, è irresponsabile e controproducente. Il nostro territorio ha bisogno di coesione, visione e collaborazione – non di polemiche per cercare visibilità e di strumentalizzazioni che alimentano conflitti sociali di cui non abbiamo alcun bisogno. Inoltre, vale la pena sottolineare un fatto elementare ma spesso ignorato dai polemisti di professione: nessuno propone una soluzione alternativa. Nel momento in cui si programma un intervento di messa in sicurezza su una infrastruttura, significa che quella infrastruttura rappresenta un potenziale pericolo per gli automobilisti. Una volta avviato il cantiere, se emergono criticità strutturali che impongono la proroga dei lavori, qual è la soluzione che questi soggetti propongono? Smantellare il cantiere e riconsegnare alla cittadinanza un’infrastruttura pericolante!? Fare finta di nulla in nome di un’effimera normalità che mette a rischio la sicurezza delle persone? Chi ha responsabilità amministrative non può permettersi scorciatoie populiste. Deve garantire sicurezza, serietà e continuità negli interventi, anche a costo di decisioni difficili. È ora di dire basta a questo modo di fare politica: strumentale, divisivo e privo di responsabilità. I cittadini meritano verità, serietà e coerenza, non passerelle mediatiche fini a se stesse”.
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