Lazio – Acqua: addio agli Ato. La Regione va verso l’Autorità Idrica unica: primo sì in Commissione alla nuova legge

chiaro13
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Illustrata in VI Commissione regionale la proposta di legge ‘Mitrano’ per la nuova governance del servizio idrico.

Nella giornata odierna, si è tenuta la seduta della VI Commissione “Lavori Pubblici, Infrastrutture e Mobilità” del Consiglio Regionale del Lazio, presieduta dal consigliere Cosmo Mitrano (Forza Italia). All’ordine del giorno l’illustrazione della Proposta di legge n. 206, avente ad oggetto l’“Istituzione dell’Autorità Idrica del Lazio”, presentata dallo stesso presidente Mitrano insieme ad altri consiglieri regionali. “La proposta normativa – spiegano dal Consiglio regionale – punta a riorganizzare e razionalizzare la governance del servizio idrico integrato a livello regionale, attraverso la creazione di un ente pubblico dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile. L’obiettivo è quello di garantire una gestione più efficiente, trasparente e coordinata delle risorse idriche, a tutela dei cittadini e dell’ambiente. La proposta nasce dalla necessità di colmare un vuoto normativo e gestionale che da anni caratterizza il settore idrico nella regione Lazio. L’istituzione dell’Autorità Idrica del Lazio rappresenterà uno strumento strategico per migliorare la pianificazione degli investimenti, il controllo della qualità dei servizi erogati e la tutela delle risorse idriche a beneficio di tutti. Il presidente Mitrano ha annunciato che la Commissione convocherà un’audizione con i presidenti dei gestori del servizio idrico di tutte e cinque le province del Lazio. La proposta di legge n. 206 si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative legislative regionali volte a rafforzare la governance delle infrastrutture e dei servizi pubblici essenziali, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla tutela delle risorse naturali”. Nella relazione che accompagna la proposta di legge regionale, si spiega come l’attuale articolazione del servizio idrico, suddiviso in 5 Ato (uno per provincia) non consenta “il raggiungimento di una scala gestionale efficiente e danneggia le aree geografiche connotate da elevate criticità economico-territoriali, nelle quali i consumatori sono serviti da infrastrutture inadeguate e subiscono un rapporto qualità/prezzo del del servizio inferiore rispetto ad altre realtà geografiche. Inoltre, la logica locale e l’assenza di una regia nazionale mal si conciliano con la crescente necessità di investire in opere che interessano più Ato, anche per fronteggiare le sfide indotte dalla crisi climatica e la necessità di gestione ottimale della risorsa idrica”. Per superare tali difficoltà, si propone allora “la costituzione di un Ato unico regionale anche per guidare la transizione verso una rete idrica di interesse regionale” che comporterà quindi anche l’affidamento del servizio ad “un unico gestore del sistema idrico integrato regionale”.
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