(di Cesidio Vano) Dopo la denuncia e un’interrogazione consiliare fatte dal consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, a cui era seguita la replica del governatore Francesco Rocca (leggi qui), prende posizione e replica all’esponente della minoranza anche la presidente della Commissione regionale Sanità, Alessia Savo (Fdi).
Alessio D’Amato
Da parte sua, invece, Alessio D’Amato, dopo le dichiarazioni di Rocca – il quale ha ammesso l’esistenza di un problema di fornitura delle provette necessarie al test, pur ricordando che l’appalto per tali strumenti era stato fatto dalla precedente amministrazione – ha replicato a stretto giro: “La nota della Regione conferma che vi è uno stop alle forniture dei kit alle farmacie per lo screening del colon-retto, e questo è grave. In due anni e mezzo – ha aggiunto D’Amato – non si è riusciti neanche a garantire gli approvvigionamenti, o si è superficiali, oppure si è incapaci.
Anziché fare il solito scaricabarile, il presidente Rocca dovrebbe dire quando verrà ripristinato il servizio. Purtroppo, secondo gli ultimi dati del Ministero, il Lazio perde sei posizioni nella prevenzione, scivolando all’undicesimo posto, e questo ulteriore stop rischia di aggravare ulteriormente la situazione”.
Alessia SavoAlessia Savo ha invece voluto rispondere al consigliere e chiarire: “Continuo a non capire perché il consigliere D’Amato sia tanto attivo dietro una tastiera ma poi rifugga qualsiasi confronto con il presidente Rocca, come ha fatto anche nell’ultimo consiglio regionale sulla sanità. Le mancate forniture di provette, a cui si riferisce, sono frutto della sua gara d’appalto, a cui stiamo ancora facendo fronte e che non limita affatto il nostro impegno a cercare di implementare lo screening del colon retto a cui, fino al 2023, aveva aderito soltanto il 19% dei cittadini del Lazio. E questo lo stiamo facendo – ha proseguito la presidente della Commissione regionale Sanità e Politiche Sociali – attraverso tutte le azioni possibili, tra cui la sperimentazione delle farmacie dei servizi. Spiace constatare come su un ambito fondamentale della sanità, come quello della prevenzione, che richiede la collaborazione e il dialogo, si faccia invece una politica strumentale e demagogica. Dichiarazioni come quelle del consigliere D’Amato non sono accettabili da chi per anni è stato ‘protagonista’ della sanità laziale”.