Divieto di avvicinamento con l’applicazione del braccialetto elettronico. Questo quanto deciso dal giudice nei confronti di un operaio di Ferentino di 35 anni che per lungo tempo ha vessato la convivente picchiandola anche quando si trovava in stato di gravidanza.
La donna più volte era dovuta ricorrere alle cure ospedaliere a causa delle percosse subite. Sovente le ecchimosi riportate la costringevano a chiudersi dentro casa per evitare che amici e parenti sapessero quello che avveniva tra le mura domestiche di quella abitazione. Una volta secondo quanto dichiarato dalla parte offesa l’aveva presa per i capelli facendole battere la testa prima contro il finestrino e poi sul cruscotto dell’auto. In un altro episodio l’aveva minacciata di bruciarla viva dentro la macchina o di gettarla di sotto dal balcone di casa. Questo il motivo che ha poi portato la convivente a presentare denuncia nei confronti di quell’uomo violento. Per la cronaca va detto che i comportamenti persecutori sono proseguiti anche dopo la separazione. La ex compagna proprio a causa di queste condotte violente, viveva nel terrore. Ormai aveva paura anche a mettere piede fuori dalla porta. Alla vittima non è rimasto altro da fare che chiedere aiuto alle forze dell’ordine. E proprio a conclusione delle indagini il giudice inquirente ha disposto il divieto di avvicinamento con l’applicazione del braccialetto elettronico. Fissata l’udienza per il giudizio immediato. L’uomo sarà difeso dagli avvocati Antonio Ceccani e Matteo Salvatori. L’udienza è stata fissata per il prossimo 30 settembre. Mar.Ming.
