Anagni – Due assistenti sociali storiche lasciano il Comune: “Una perdita grave per il territorio”

chiaro13
3 MIn Lettura
Con la fine di maggio, il Comune di Anagni ha visto il termine dell’incarico di due figure fondamentali del proprio Servizio Sociale: la dottoressa Sonia Rinaldi e la dottoressa Roberta Reali, assistenti sociali da 19 anni al servizio della comunità. Una notizia che, sebbene attesa, suscita profonda preoccupazione tra i cittadini, gli operatori del settore e le forze politiche locali.

A rendere pubblica la questione è una nota congiunta firmata da Movimento 5 Stelle Anagni, Partito Democratico Anagni, Possibile Anagni e Sinistra Italiana Anagni, che denunciano con fermezza il mancato rinnovo del rapporto professionale con le due operatrici, definendo la decisione “non sorprendente ma grave” e “senza una reale valutazione dell’impatto umano, sociale e psicologico”. Secondo quanto riportato, la mancata conferma sarebbe legata alla richiesta – del tutto legittima – di garanzie contrattuali minime, dopo quasi due decenni di lavoro svolto con responsabilità, dedizione e competenza. Una richiesta che, nelle intenzioni, voleva portare stabilità e dignità professionale, ma che invece ha generato una rottura istituzionale con conseguenze pesanti sul territorio. Le due professioniste sono state per anni un punto di riferimento stabile per minori, famiglie in difficoltà, anziani, persone fragili. La loro uscita improvvisa lascia un vuoto difficile da colmare: si interrompono relazioni umane costruite con pazienza e fiducia, e si rischia di compromettere percorsi delicati in corso. “Il diritto alla continuità nella relazione d’aiuto – si legge nella nota – non è un optional, ma un pilastro essenziale dei servizi sociali. La coerenza tra parole e azioni si misura nelle scelte amministrative, non nei proclami elettorali”. I gruppi politici firmatari chiedono trasparenza sulle responsabilità dell’accaduto e sollecitano un piano concreto per garantire continuità e qualità nel servizio sociale. In assenza di una risposta istituzionale, denunciano, si rischia un indebolimento grave del welfare territoriale, con la perdita di professionalità che rappresentavano una vera memoria storica e umana del Comune. “Il servizio sociale non può essere gestito come un ufficio amministrativo qualunque. È il cuore delle politiche di prossimità, è lì che ogni giorno si combattono solitudini, marginalità e disuguaglianze”, sottolineano. L’appello finale è rivolto all’Amministrazione comunale: rispettare il lavoro di chi ha servito la comunità con passione per quasi vent’anni e dare risposte concrete a chi oggi si sente smarrito. Perché, concludono, “non si tratta solo di incarichi: si tratta di relazioni, responsabilità e diritti. E su questi temi non siamo disposti a tacere.” Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento