Crisi demografica – Frosinone sprofonda ma il fenomeno purtroppo investe l’intera provincia

Dario Facci
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(di Dario Facci) Il dito nella piaga l’ha messo il consigliere comunale di Frosinone del Partito Socialista, Vincenzo Iacovissi. L’abisso demografico nel quale sta precipitando l’Italia a Frosinone sembra più vertiginoso: il capoluogo, secondo l’Istat viaggia ormai sui 43.000 abitanti. Un salto all’indietro, per numero di abitanti, di mezzo secolo, cioè alla metà degli anni ’70.

Fa bene Iacovissi a chiedere un approfondimento, un’analisi della situazione. Non sarà facile e breve il percorso per individuare la perdita di attrattività di Frosinone. Non si deve però commettere l’errore di pensare che i problemi risiedano tra i confini del capoluogo. Purtroppo il calo è generalizzato in tutta la provincia salvo rare occasioni e soprattutto nella corolla di Frosinone, tra le popolose città che la circondano, la situazione non è allegra. Un dato questo, per esempio, che indica il fatto che la perdita di abitanti di Frosinone ha smesso di essere a vantaggio dei comuni confinanti, oppure (e questo dovranno scoprirlo gli analisti) l’emorragia di residenti verso Alatri, Ceccano, Ferentino ecc. non è più sufficiente a colmare le falle che anche questi comuni hanno iniziato a soffrire. Potrebbe essere fuorviante, inoltre, il paragone con Latina. Vero è che il capoluogo pontino continua ad essere attrattivo al contrario di Frosinone ma, una volta per tutte, sarà il caso di fare i conti con un dato esiziale: Latina è grande sei volte Frosinone. L’estensione di Latina è di 277 chilometri quadrati, quella di Frosinone 47 chilometri quadrati. Latina ha quasi tre volte gli abitanti di Frosinone e la distanza per numero di abitanti tra queste due città è incolmabile da decenni. Tornando ai dati, basta consultare quelli Istat per rendersi conto che nell’ultimo decennio la fuga c’è stata un po’da tutte le parti nei dintorni di Frosinone: Alatri è passata dai 29.262 abitanti del 2013 ai 27.605 del 2023; Ceccano dai 23.565 del 2015 ai 22.207 del 2023; Veroli dai 20.798 del 2010 ai 19.543 del 2023; Ferentino dai 21.559 del 2014 ai 20.048 del 2023 e così via anche per i comuni più piccoli. La provincia di Frosinone ha perso, negli ultimi dodici anni, oltre 30.000 abitanti. Praticamente una città come Sora (passata, tra l’altro, dai 26.600 abitanti del 2010 ai 24.800 del 2023). Cassino in controtendenza dal 2001 fino al 2017 quando ha toccato la vetta dei 36.500 residenti, nel 2023 era scesa sotto i 35.000 e il dato attuale sarebbe (ma è da confermare) ancora in perdita. La provincia di Latina, invece, ne ha guadagnati in vent’anni circa 60.000, oggi ne ha quasi 570.000. Ovviamente queste cifre non bastano a tracciare i contorni di un problema enorme. Possono però essere, semmai ce ne fosse ancora bisogno, per stabilire il primo degli assiomi che chiunque si appresti a combattere la battaglia tra territori, deve assumere: le dimensioni, in questa guerra continua all’accaparramento di risorse per lo sviluppo, contano molto. Conta molto l’estensione territoriale e conta molto quella demografica. Valga una volta per tutte per convincere i ciechi amministratori comunali del Frusinate ma anche quelli del Cassinate e del Sorano che occorre procedere alla nascita di città intercomunali. Troppo piccoli si è invisibili ai finanziamenti europei, quelli che più contano. Il lavoro (cioè quella parola magica che da sempre ha galvanizzato le dimensioni demografiche) prolifera con lo sviluppo e quest’ultimo necessita di soldi.
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