Anagni – Proteste contro la riconversione della ex Winchester: “No alla fabbrica di nitroglicerina”

Anna Ammanniti
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Un folto gruppo di cittadini, comitati locali, associazioni e rappresentanti del centrosinistra si è radunato ieri pomeriggio davanti ai cancelli della ex Winchester, oggi KNDS, per manifestare contro il progetto di riconversione dello stabilimento alla produzione di nitroglicerina in forma di nitrogelatina destinata alla fabbrica di Colleferro.

La mobilitazione, sostenuta da numerosi partiti tra cui Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Possibile, ha voluto lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni: “No alla reindustrializzazione a fini bellici in un territorio già duramente provato”. L’area dell’alta Valle del Sacco, al confine tra le province di Frosinone e Roma, è infatti da decenni al centro di emergenze ambientali e sanitarie. Durante il sit-in, il segretario del PD di Anagni, Francesco Sordo, ha ribadito le preoccupazioni del territorio: “Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato a questo primo appuntamento di mobilitazione. La nostra opposizione nasce da subito, da quando abbiamo appreso dell’avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale. Si tratta di un progetto che prevede la produzione di 150 kg all’ora di nitrogelatina in uno stabilimento situato a pochi chilometri da case, scuole e dalla via Casilina, in un’area che ha già visto la chiusura di ospedali e servizi essenziali”. Francesco Sordo ha inoltre sottolineato la necessità di investire in bonifiche ambientali, come previsto dal protocollo d’intesa firmato dal governo Conte II con la Regione Lazio: “Siamo in una zona SIN (Sito di Interesse Nazionale), dove le risorse dovrebbero servire a ripristinare l’equilibrio ambientale, non a favorire un pericoloso processo di militarizzazione industriale”. Non meno forti le critiche alla direzione politica del governo in tema di difesa: “Preoccupa questo riarmo senza senso. Non si parla più di difesa comune europea. Così facendo, a pagare il prezzo saranno ancora una volta i territori e le future generazioni”. Il segretario ha ringraziato infine i parlamentari Ilaria Fontana (M5S), Sara Battisti (PD) e Matteo Orfini (PD) per aver presentato interrogazioni in Parlamento e in Regione Lazio per fare chiarezza sull’intero iter procedurale. Tra i protagonisti dell’iniziativa anche il Comitato “Ripudia la guerra”, che ha aderito alla manifestazione per opporsi alla riconversione industriale dello stabilimento in un impianto per la produzione di nitrogelatina, sostanza esplosiva destinata alla filiera militare. A intervenire per il Comitato è stata Antonella D’Angeli, che ha espresso con fermezza la contrarietà all’installazione dell’impianto e, più in generale, alla logica del riarmo. “Gli investimenti in armamenti e nelle guerre sono insensati – ha dichiarato – perché generano inflazione e sottraggono risorse fondamentali alla sanità, all’istruzione e alla bonifica ambientale”. Il riferimento è anche al grave inquinamento già presente sul territorio, eredità dei rifiuti industriali non trattati dell’ex SNIA. D’Angeli ha poi denunciato l’incoerenza di alcune forze politiche: “È paradossale che partiti e movimenti che oggi si presentano qui per sostenere la protesta, nelle aule parlamentari abbiano votato a favore del riarmo e dell’invio di armi in Ucraina. Non si può stare con un piede in due scarpe: o si ripudia la guerra, o la si sostiene”. Secondo i promotori, l’assemblea di sabato rappresenta solo il primo passo di un percorso di mobilitazione più ampio, volto a impedire che il rilancio occupazionale e produttivo del territorio avvenga a scapito della sicurezza dei lavoratori, dell’ambiente e della vocazione civile dell’industria. In particolare, viene contestata la natura “modesta” dei benefici economici previsti, a fronte dei rischi connessi alla presenza di una produzione ad alto impatto. Il messaggio che arriva da Anagni è chiaro: la popolazione locale non è disposta a sacrificare il proprio futuro in nome della militarizzazione del territorio. Come sottolineato dal Comitato “Ripudia la guerra”, il vero rilancio dell’area passa per scelte diverse: bonifiche ambientali, investimenti pubblici in settori civili e una chiara inversione di rotta rispetto alle politiche belliche. “Il ripudio della guerra passa anche da Anagni”, è la conclusione del comunicato della sezione “Luca Gaibisso” di Democrazia Sovrana Popolare di Frosinone.   Anna Ammanniti
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