Atina – Galleria chiusa, mezzi pesanti sulla deviazione e nessun controllo: “Andare a Cassino è un incubo!”

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(di Cesidio Vano) Mattinata particolarmente difficile, quella di oggi, per quanti, sulla superstrada Sora-Cassino, hanno dovuto raggiungere la Città martire percorrendo la strada alternativa, lungo la provinciale 259, a causa della nota chiusura della galleria di Capo di Chino per lavori di messa in sicurezza.

A causa di mezzi pesanti che, infischiandosene dei divieti, ad Atina hanno imboccato la stretta e tortuosa via alternativa, il traffico ha subìto notevoli rallentamenti. Il caso non è episodio, ma già nei giorni scorsi si sono verificati fatti del genere, con grande ripercussione sulla circolazione stradale. Quello che preoccupa è anche l’assenza di presidi di forze dell’ordine che, se nei primi giorni di chiusura della galleria erano attivi h24 agli accessi e lungo il percorso secondario, negli ultimi giorni sembrano essere scomparsi. Questa mattina, abbiano raccolto lo sfogo di una professionista della Valle del Liri che, per lavoro, deve recarsi ogni giorno a Cassino: “Si procede a non più di 20 km all’ora. Oltre che agli autobus di linea, che non creano particolari problemi, il fatto è che a intralciare il traffico e a rallentare il tutto ci sono, oggi ad esempio, anche un mezzo con carico pesante e un altro automezzo che trasporta a sua volta mezzi agricoli”. I problemi maggiori si creano proprio nei tratti di strada più stretti e con maggior curve, con la quasi paralisi per alcuni minuti della viabilità. “Andare tutti i giorni a lavorare a Cassino – dice la nostra interlocutrice – sta diventando un incubo! Dei controlli che c’erano all’inizio, ora non c’è più traccia. Se nei primi giorni le pattuglie dei carabinieri, della polizia provinciale, della polizia stradale erano costantemente presenti, adesso non se ne vedono più”. Cosa che negli ultimi giorni ci è capitato di verificare anche di persona. La professionista ci spiega anche che, almeno nella mattinata di ieri, all’accesso alle deviazioni non erano più presenti neanche gli operatori dell’Anas: “Ci sono solo dei camioncini parcheggiati, ma di personale niente”. Raccogliamo lo sfogo della lavoratrice esasperata e segnaliamo il problema, nella speranza che chi di dovere verifichi e ponga in atto i necessari rimedi.
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