Anagni – Produzione di nitroglicerina nell’ex Winchester, preoccupazione per la sicurezza e l’ambiente

chiaro13
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La proposta di insediare un nuovo impianto industriale nell’area dell’ex Winchester ad Anagni, destinato alla produzione di nitroglicerina – sostanza chiave nelle polveri per armamenti bellici – sta generando una crescente ondata di preoccupazione nella comunità locale.

A lanciare l’allarme è il consigliere comunale, Luca Santovincenzo, capogruppo di “LiberAnagni”, che in una nota esprime gravi timori per la sicurezza dei cittadini e per l’ulteriore impatto ambientale su una zona già provata. Luca Santovincenzo sottolinea come, di fronte a questa delicata questione, sia fondamentale un approccio “serio e responsabile”, basato sull’analisi di documenti e normative, e sulle reali conseguenze per la popolazione. Il progetto, a suo dire, presenta un rischio “inaccettabile” in un’area densamente abitata e vulnerabile dal punto di vista ambientale e sanitario. La produzione di nitroglicerina trasformerebbe il sito in un potenziale “obiettivo sensibile”, esposto a minacce militari, in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni. Il consigliere di minoranza evidenzia la vicinanza del sito ai comuni di Anagni, Ferentino e Sgurgola, che insieme contano oltre 44mila abitanti. Un’area, prosegue Santovincenzo, carente di strutture ospedaliere adeguate e adiacente a importanti infrastrutture di trasporto, ospitando scuole, abitazioni e poli industriali strategici, tra cui aziende farmaceutiche di rilevanza nazionale. Fino ad ora, lamenta il capogruppo di “LiberAnagni”, non è stata fornita alcuna documentazione in grado di dissipare i timori legati alla sicurezza. Inoltre, il quadro normativo attuale non prenderebbe in considerazione i rischi connessi a possibili scenari di conflitto bellico, evidenziando un “vuoto normativo” che necessita di essere colmato con urgenza. Per queste ragioni, l’avv. Santovincenzo ha presentato una mozione urgente al Sindaco di Anagni, chiedendo una netta presa di posizione contraria al progetto e un’azione incisiva presso tutte le sedi istituzionali competenti, inclusi Governo e Parlamento. Viene sollecitato un coinvolgimento diretto del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Interno per bloccare l’insediamento di impianti bellici in aree ad alta densità abitativa. Oltre ai rischi per la sicurezza, Santovincenzo pone l’accento sulla questione ambientale. La Valle del Sacco, già duramente colpita dall’inquinamento, non può permettersi ulteriori “sacrifici”. Ogni nuova attività industriale deve essere valutata con la massima cautela, e non è accettabile che un territorio così compromesso venga ulteriormente penalizzato. La proposta alternativa avanzata da “LiberAnagni” è chiara: abbandonare l’idea di una ripresa della militarizzazione del territorio e concentrarsi sulla riconversione dell’ex Polveriera militare di Anagni in un grande polo ospedaliero immerso nel verde. Un progetto dedicato alla salute e al benessere, che rappresenterebbe una “vera risposta civile” a chi promuove il riarmo. Infine, Santovincenzo richiama le parole di Papa Francesco in occasione della Giornata della Terra, sottolineando come “nessuna pace è possibile, senza un vero disarmo”. Un monito che, ad Anagni, risuona con particolare forza, invitando a una scelta chiara e consapevole da che parte stare. Anna Ammanniti
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