Sora – Dipendente comunale aggredito da ciclista su marciapiede del Corso

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(di Roberta Pugliesi) Marciapiedi invasi dalle biciclette: la denuncia di un cittadino dipendente comunale aggredito sul Corso Volsci a Sora. Una denuncia civile e morale, prima ancora che istituzionale, quella di Antonio Didone, cittadino e impiegato del Comune di Sora, che con una lettera indirizzata alle autorità locali ha voluto portare all’attenzione pubblica una situazione ormai insostenibile: l’utilizzo improprio dei marciapiedi del centro storico da parte di ciclisti indisciplinati.

Didone, con tono pacato ma deciso, segnala un malcostume che si ripete quotidianamente sotto gli occhi di tutti, soprattutto sul centralissimo Corso Volsci. «Vi è a Sora la pessima usanza – scrive – da parte di alcuni cittadini scorretti, di percorrere in bicicletta i marciapiedi del centro storico del Comune». Un’abitudine pericolosa, racconta, che non solo compromette la tranquillità dei pedoni, ma rappresenta un concreto rischio per la sicurezza pubblica. «Non è infrequente – prosegue – vedere qualcuno che circola con la bicicletta sul marciapiedi e che procede a zig e zag al fine di evitare i passanti, come se fossero dei birilli». Il punto più drammatico della lettera arriva nel momento in cui Didone racconta di essere stato vittima di un’aggressione. Una sera, intorno alle 19, mentre passeggiava con un amico, è stato quasi travolto da un ciclista che gli è sfrecciato accanto. Alla sua civile osservazione – «non si circola in bici sul marciapiedi» – il giovane in sella ha reagito in modo brutale: «Senza dire nulla, mi è saltato addosso e mi ha letteralmente riempito di botte fino a farmi cadere per terra». Un’aggressione assurda, gratuita, che ha lasciato Didone non solo ferito, ma anche turbato e indignato. Due giorni dopo, a causa di un malore, ha dovuto recarsi al pronto soccorso, dove ha raccontato l’accaduto, purtroppo senza poter identificare l’aggressore. «La domanda è d’obbligo: è normale tutto ciò?», si chiede nella sua lettera. La risposta, per lui e per molti cittadini, è un fermo no. È per questo che lancia un appello deciso alla Polizia Locale e alle autorità competenti: «Invito ora chi di competenza ad attuare un maggior controllo, provvedendo ad elevare contravvenzioni ai trasgressori, con la speranza di far capire cosa sia il buon senso civico». Il messaggio è chiaro: i marciapiedi devono essere spazi sicuri per i pedoni. Non piste improvvisate per biciclette. La lettera di Antonio Didone è un gesto di responsabilità civica e amore per la città, un invito alla riflessione e all’azione. Le istituzioni, ora, sono chiamate a rispondere.
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