Con una nota a firma della segretaria provinciale dell’Ugl Salute, Rosa Roccatani, la sigla sindacale fa presente che “dall’anno 2021 iniziano le procedure relative al piano nazionale ripresa resilienza “PNRR” il cui importo assegnato alla ASL di Frosinone è di euro 55.372.777,40, da investire, tra l’altro, al miglioramento strutturale con interventi di adeguamenti sismico per garantire la sicurezza degli edifici ospedalieri – oltreché realizzazione di n.8 case di comunità e n.6 ospedali di comunità, secondo quanto riportato nella stragrande maggioranza degli atti aziendale (delibere/determine).
Dall’anno 2022, pur comprendendo le tematiche burocratiche del percorso, a tutt’oggi non si è dato corso alla realizzazione delle predette case e ospedali di comunità, tant’è che, stante i tempi previsti della predetta realizzazione, si preannuncia parallelamente solo in questi giorni l’inizio dei lavori delle tante realizzazioni, ponendo in forte criticità il mantenimento degli attuali servizi agli utenti e contestualmente disagio al personale dipendente”. La stessa segretaria Roccatani spiega: “È di questi giorni, infatti, che la Asl di Frosinone preannuncia l’inizio lavori in più presidi sanitari distrettuali: Frosinone viale Mazzini – Fiuggi servizi: centro vaccinazione – ambulatori – materno infantile – SRMEE – UCP – CUP, Pontecorvo e così nella stragrande maggioranza dei presidi, con forte ripercussioni sui servizi all’utente. Mi chiedo e chiedo, visto l’avvio delle procedure del Piano Nazionale Ripresa Resilienza iniziato dal lontano 2022, perché solo oggi alle soglie della scadenza dei termini (31/12/2025) si dà inizio ai lavori? Non era forse necessaria una corretta programmazione dei lavori nei tempi utili, magari graduali e frazionati, evitando così il blocco delle attività sanitarie agli utenti e i non pochi disagi ai lavoratori dipendenti? Peraltro, stante l’annosa carenza di dipendenti, con quale personale potrà l’azienda USL garantire i servizi territoriali? Non era forse più utile investire risorse per garantire l’emergenza/urgenza incrementanto il numero di posti letto notevolmente al disotto di quelli imposti dai LEA? Si continua a parlare di DEA di II° livello per la città di Frosinone – conclude poi la segretaria – quando, ad oggi, a malapena sono garantiti i requisiti previsti per un DEA di I° livello. Vale rammentare che i cittadini ciociari contribuiscono come tutti ai costi sanitari e non è condivisibile che per potersi curare devono pagare o varcare i confini provinciali”.
