La Federazione provinciale di Azione, guidata da Antonello Antonellis (foto), pone una serie di domande in marito all’attività dell’Apef, l’agenzia provinciale per l’energia, segnalando l’importanza di tale istituzione, ma anche la scarsezza di trasparenza e pubblicità sull’attività effettivamente svolta.
Ecco il testo diffuso: “La qualità di vita delle famiglie italiane è certamente influenzata dalla disponibilità e dal prezzo dell’energia, molto più alta che negli altri Paesi europei. Questo dipende da tanti fattori, ovviamente prima fra tutti la rinuncia al nucleare e alla ricerca scientifica collegata, ma anche dalla poca attenzione data allo sviluppo dell’idrogeno, nonostante il PNRR prevede importanti risorse a disposizione. In questo quadro, ci sono invece tante risorse messe a disposizione per l’utilizzo dell’energia rinnovabili e sistemi di accumuli e distribuzione fruibili non solo in forma individuale di autoconsumo, ma anche in maniera collettiva, le comunità energetiche. Senza sottovalutare la partita legata all’efficientamento ed al risparmio energetico anche attraverso i benefici previsti dalla legge sull’industria 5.0. Questo insieme di risorse possono riguardare Comuni, Scuole, insediamenti abitativi Ater, ed ovviamente il sistema delle PMI, soprattutto se concentrate in perimetri definiti. Chi più di Apef potrebbe svolgere un ruolo di coordinamento delle attività necessarie ad intercettare queste importanti opportunità sia nazionali che regionali? E soprattutto nella nostra Provincia, grazie alla allora lungimiranza del Presidente Francesco Scalia, che fortemente volle la creazione di questa Agenzia, prevedendo il ruolo centrale nelle politiche energetiche della nostra provincia. Con questa turbolenza geopolitica e, di conseguenza, ci chiediamo cosa sia diventata negli anni questa società, cosa produce in termini di servizi, quanto costa. Rischia che diventi una semplice agenzia interinale al servizio dell’Amministrazione Provinciale, di scelte collegate alla politica partitica regionale e territoriale, con il rischio di entrare in contrasto con i principi del merito e la trasparenza, indispensabili nella pubblica amministrazione. Vediamo una mancanza di programmazione, soprattutto non coinvolgendo chi la ricerca la fa veramente, e con risultati eccellenti, come l’Università del Basso Lazio. Ultima considerazione riguarda la scelta della governance: ci chiediamo come sia possibile dedicarsi contemporaneamente a due temi così significative e delicate come la gestione dei rifiuti e lo sviluppo del risparmio energetico. Oggi, con tutto quello che sta succedendo, possiamo consentirci queste distrazioni? Perché i dati, anche quelli che riguardano il Bilancio non hanno la giusta pubblicità come dovrebbero? Certamente ci saranno obiettivi raggiunti, che meriterebbero di essere portati a conoscenza dell’opinione pubblica, anche per il giusto riconoscimento di chi lavora quotidianamente in questo ente. Chiederemo un impegno al Consigliere Provinciale di riferimento, di fare chiarezza su questa vicenda”.
