Questa sera le più belle canzoni di Gino Paoli sul palco della Villa Comunale. Il concerto è stato organizzato da LazioWave. Ad aprire lo spettacolo la ballerina Maria Serrano e la sua compagnia con il <Flamentango>.
Spettacolo da non perdere questa sera alla Villa comunale di Frosinone dove sarà ospite di LazioWave Gino Paoli, il bravissimo cantautore sulla cresta dell’onda da oltre 50 anni.
Questa sera ad aprire il suo concerto la ballerina Maria Serrano e la sua compagnia con il <Flamentango>. Lo spettacolo dove forza, sensualità e passione si fondono in un unico corpo, è stato presentato in numerosi festival europei. I compagni di danza di Maria Serrano, i ballerini Javier Soriano e Antonio Granjero daranno via ad una esibizione dove la forza del Flamenco si fonderà con l’eleganza del tango. Una sorta di moderno che si amalgamerà con la tradizione.
Tornando a Gino Paoli, questa sera saranno di scena le sue più belle canzoni. Nato a Monfalcone, ma genovese di adozione, Gino Paoli nasce come cantante di balera insieme a Lauzi e Luigi Tenco. Nel 1960 arriva il suo primo grande successo <La gatta> una canzone autobiografica che venderà oltre centomila compie. Nel 1961 è la volta di <Senza fine>, <Anche se>, <Me in tutto il mondo> e poi ancora l’intramontabile <Sapore di sale> e <Che cosa c’è>. Le canzoni di Gino Paoli parlano del quotidiano, dell’amore, delle sofferenze dell’uomo moderno ma che hanno una chiave di lettura non stereotipata. Con Gino Paoli nasce un modo di fare cantautorato. Non più cuore che fa rima con amore ma una forma d’arte che lo porterà nell’olimpo della musica d’autore. Basta pensare al <Il cielo in una stanza> che scrisse perché ispirato da una prostituta conosciuta in un albergo.Ma Paoli è anche uno scopritore di talenti. Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè sono considerate sue creature. La duttiilità del cantante viene fuori con i brani scritti per Zucchero con il quale ebbe un fortunato sodalizio artistico.
Questa sera subito dopo il <Flamentango> si apre il sipario con le calde atmosfere di una musica senza tempo.
Marina Mingarelli
