Elezioni Comunali – Emendamento ritirato, resta la soglia del 50% più uno per vincere al primo turno

Dario Facci
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(di Dario Facci) Per ora la legge elettorale per i Comuni sopra i 15.000 abitanti resta com’era: ballottaggio se nessuno dei candidati supera il 50% dei voti validi.

L’emendamento con il quale la maggioranza aveva tentato un blitz in Senato abbassando la soglia al di sotto della quale si va al ballottaggio dal 50% al 40% è infatti stato ritirato. Il presidente della Commissione Affari Costituzionali, Alberto Balboni, avrebbe dovuto rigettarlo perché inammissibile. Infatti l’articolo 72 della Costituzione vieta di intervenire per decreto sulle formule elettorali. Il centrodestra però ha già annunciato di non rinunciare alla possibilità di rendere quasi ininfluente la quota di Comuni che vanno al ballottaggio e di agire sull’argomento con un decreto legge già in via di preparazione. Difficile, visti i tempi, che possa essere approvato per le ormai imminenti elezioni comunali di primavera. Le motivazioni, a parte quelle economiche volte a snellire il più possibile la fase elettorale, sono per alcuni da individuare in una strategia che penalizzi il centrosinistra. La frantumazione infatti impedisce a sinistra di realizzare coalizioni compatte al primo turno, salvo poi assistere a ricomposizioni in vista del secondo turno. Dinamiche che, ovviamente, si trovano alle Comunali anche nelle coalizioni di centrodestra ma si tratta di casi meno frequenti.
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