Elena (il nome è di fantasia) una bambina di 9 anni che frequenta la scuola elementare dell’istituto comprensivo IV plesso Cavoni a Frosinone, piange e si dispera perché non potrà andare alla gita (destinazione Viterbo) organizzata dalla dirigenza per il prossimo 14 aprile.
Il motivo? I soldi per poter partecipare a questa gita, 48 euro, sarebbero stati inviati online dalla madre con sei ore di ritardo. Nello specifico la donna , che avrebbe dovuto dare la sua adesione entro il 25 marzo, aveva fatto il versamento il 26 marzo. Alle ore 9 però i soldi erano stati inviati. Alcune ore di ritardo che hanno fatto però la differenza. L’altro ieri la mamma di Elena è stata contattata dalla segreteria della scuola ed informata che la bambina non avrebbe potuto partecipare in quanto il pagamento era stato effettuato fuori tempo e che avrebbe dovuto presentare una istanza per ottenere il rimborso. La donna, molto amareggiata adesso non sa proprio come fare per rasserenare la sua bambina che già pregustava una giornata all’insegna del divertimento insieme ai suoi compagni di scuola. ” So di aver effettuato quel pagamento in ritardo- ha riferito la donna che si è rivolta all’avvocato Sonia Sirizzotti per essere tutelata- e mi prendo tutte le responsabilità, ma io credo che un minimo di tolleranza non avrebbe potuto certo comportare problemi alla dirigenza scolastica. Invece mi sono sentita rispondere dalla preside che le regole sono queste e che se proprio la mia bambina ci teneva tanto a quella gita, potevo accompagnarla io con la macchina, mettendomi dietro al bus. E cosa avrei detto a mia figlia? Come giustificare che lei non poteva salire sul pullman insieme ai suoi amichetti? In fondo la gita ci sarà il 14 aprile prossimo e se la preside avesse voluto avrebbe senz’altro trovato la soluzione più idonea per far felice una bambina. Tra l’altro ho appreso da alcune mamme che gli alunni delle medie che fanno parte delle stesso comprensivo che dovevano pagare 400 euro entro il 27 marzo è stata data loro la possibilità di completare il pagamento entro il 29. Come mai- mi chiedo – è stata concessa una proroga di due giorni ? ” . Tali rimostranze sono state fatte presenti alla preside Patrizia Danella la quale per quanto riguarda la possibilità di essere un poco più elastica con la signora che ha pagato la rata della gita in ritardo è stata irremovibile. “Non posso accogliere questa richiesta- ha dichiarato – perché credo nella parità dei diritti e nel rispetto delle regole. Dando la possibilità alla bambina di partecipare alla gita rischierei di creare un precedente, e questo non voglio che accada. Anche perché ci sono stati anche altri casi analoghi. Dunque non sarebbe giusto nei confronti degli altri bambini che sono stati esclusi per lo stesso motivo”. La preside Danella ha poi tenuto a sottolineare che ogni volta che si pianificano gite d’istruzione si muove una macchina organizzativa che deve funzionare nel migliore dei modi. Tanto per fare un esempio deve essere presente un docente ogni 15 alunni. “Ecco perché-ha continuato- dobbiamo sapere per tempo quanti saranno i partecipanti. Anche uno scolaro in più potrebbe fare la differenza. Per quanto riguarda la proroga di due giorni agli alunni delle medie c’è stato un problema nel sistema e non potevamo certo mandare a casa coloro che avevano già versato un anticipo”. Di certo c’è che la mamma di Elena non ci sta. Non trova giusto che la figlia debba soffrire per un cavillo burocratico. ” Anche perchè- ha continuato la donna- nel momento in cui ho effetuato il versamento, non è stato bloccato. Se è vero che avevo pagato fuori tempo, sulla ricevuta non doveva esserci scritto che il pagamento era andato a buon fine”. Mar. Ming.
