Si celebra domani, 22 marzo, la Giornata mondiale dell’acqua. In vista dell’appuntamento, Cittadinanzattiva ha diffuso il XX Rapporto sul servizio idrico integrato, un dossier sui costi sostenuti dalla famiglie per la fornitura idrica.
Nel Lazio, la spesa media nel 2024 è stata di 568 euro, in diminuzione del 2% rispetto al 2023; la dispersione idrica è oltre il 47% in media. Frosinone resta in testa alla classifica delle province più care d’Italia. IL DOSSIER A livello nazionale la spesa media è di 500€ a famiglia, la regione in cui si spende meno è il Molise (€ 234, dato invariato rispetto all’anno precedente). Al contrario, la regione con la spesa più elevata risulta essere la Toscana (€ 748) dove rispetto all’anno precedente si registra un aumento medio del 2,3%. L’incremento più consistente rispetto al 2023 interessa l’Emilia Romagna (+8,8%) e l’Abruzzo (+8,5%). Frosinone resta in testa alla classifica delle province più care con una spesa media annuale di 917€ (+5,7%) mentre Milano conquista anche nel 2024 la palma di capoluogo più economico con 185€. Fra i capoluoghi di provincia, aumenti a due cifre percentuali per Salerno (+16,1%), Novara e Verbania (+12,9%), Rovigo (+11,1%). A Latina si registra un decremento di ben il 37%. Notevoli spesso le differenze tariffarie anche fra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione; nel Lazio, oltre al record di Frosinone, si va dai 656€ di Viterbo ai 370€ di Latina. Il Rapporto ha preso in esame le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2024 in riferimento ad una famiglia tipo composta da 3 persone un consumo annuo di 182 metri cubi. Se ci attestiamo su un consumo di 150 mc l’anno, la spesa sarebbe di € 394 con un risparmio di € 106. Mentre chi ha accesso al bonus sociale idrico, appartenente ad un nucleo familiare di tre persone e soglia ISEE fino a 9.530 euro, il risparmio annuo si attesta sui 110€. In base agli ultimi dati Istat (anno 2022), la dispersione idrica raggiunge il 42,4% nel territorio complessivo italiano. In alcune aree del Paese (soprattutto Sud e Isole) si disperde più della metà dei volumi d’acqua immessi in rete. Spicca in negativo la Basilicata dove va disperso il 65,5%, segue a breve distanza l’Abruzzo (62,5% di acqua dispersa) mentre la Valle d’Aosta si ferma sotto il 30% (ma peggiora comunque il dato rispetto al 2020). Fra i capoluoghi di provincia molto negativo il dato di Potenza, dove la dispersione idrica supera il 70%. Nel Lazio la dispersione idrica più alta si registra a Latina (67,7%), mentre Roma registra un 27,9%.

