Lazio – Evitare l’abbandono delle zone montane, incentivando le pratiche agricole

chiaro13
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Nonostante l’uso, da diverso tempo, di alcuni sostegni comunitari come l’indennità compensativa, si registra nel Lazio il continuo abbandono e degrado delle zone montane.

Per questo i consiglieri regionali Daniele Maura, Flavio Cera, Micol Grasselli, Emanuela Mari, Eleonora Berni, Enrico Tiero, Giulio Menegali, Michele Pasquale Nicolai e Marika Rotondi hanno presentato una proposta di legge finalizzata a contrastare il fenomeno. Nella proposta si legge che “È semplice immaginare quali effetti può causare questo fenomeno di abbandono: rischio dissesto idrogeologico, incendi, etc. La Regione, riconoscendo l’importanza strategica delle zone montane ai fini della salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, della biodiversità, della tutela del suolo, delle risorse naturali e del territorio, con la presente proposta di legge intende favorire le condizioni per l’uso agricolo delle zone montane”. La proposta di legge prevede la concessione di contributi per: a) coprire le spese sostenute per gli onorari notarili relativi all’acquisto dei terreni o fabbricati montani; b) sostenere l’attività agricola nei terreni montani come individuati dalla stessa proposta. “Nello specifico – si legge nella relazione alla pdl -, per quanto riguarda il contributo di cui alla tipologia a) è concesso un contributo in misura pari al totale dell’importo delle spese notarili sostenute dal richiedente, per un minimo di euro 500,00 fino a un massimo di euro 2.500,00. Per questa tipologia di aiuto i possibili beneficiari sono sia le persone fisiche che le aziende agricole, con priorità per le aziende agricole. L’intento di questa misura di intervento è quello di favorire misure di riordino fondiario in quanto allo stato attuale si riscontrano problematiche di sviluppo aziendale dovute all’elevata parcellizzazione dei terreni montani. In riferimento al contributo di cui alla tipologia b) è concesso un contributo per sostenere la coltivazione di specie arboree in terreni agricoli situati nelle zone totalmente montane come delimitate ai sensi della direttiva 75/268/CEE. I beneficiari del contributo sono coloro che, non imprenditori agricoli, conducono in proprietà o in affitto i terreni in cui sono presenti specie arboree da frutto e vite. Il contributo varia in funzione del numero di piante e della superficie effettivamente coltivata, rispettivamente da 5 a 10 euro/pianta per le specie da frutto e da 150 a 300 euro/ha per la vite, per un massimo di 600 euro a soggetto richiedente. Tale intervento – si spiega – si rende necessario, in quanto si è riscontrato che nonostante lo strumento dell’indennità compensativa (riservato alle aziende agricole) sia operativo da alcuni anni, il fenomeno dell’abbandono della coltivazione delle aree montane si è accentuato, quindi offrendo la possibilità di ricevere un contributo anche alle persone fisiche, si potrebbe garantire un maggiore presidio delle zone agricole montane. Inoltre, negli ultimi anni è stato fissato in 300 euro il valore minimo di richiesta per i pagamenti diretti (domanda unica PAC), che in funzione delle quote PAC attualmente in vigore (168 euro/ha) prevede quindi una superficie di circa 2 ettari che di fatto sta escludono diversi beneficiari non professionali e ciò potrebbe causare ulteriori fenomeni di abbandono della coltivazione delle aree montane”. Lo stanziamento previsto è pari a euro 250.000,00, di cui 100.000,00 euro per il contributo di cui all’articolo 3 (contributo per gli onorari notarili) e 150.000,00 all’articolo 4 (contributo per sostenere l’attività agricola).
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