Regione Lazio – Debiti fuori bilancio: ennesima legge per sanare 4 milioni di ‘buffi’ per sentenze di condanna

chiaro13
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Il Consiglio regione la del Lazio ha approvato la legge necessaria a riconoscere la legittimità di circa 4 milioni di debiti contratti fuori dagli stanziamenti di bilancio.

L’Aula, guidata dal presidente Antonello Aurigemma, ha approvato a maggioranza (25 voti a favore e 7 astenuti) la proposta di legge n. 191 del 14 febbraio 2025, relativa al riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze passate in giudicato, per un valore complessivo di poco meno di 4 milioni di euro, illustrata dall’assessore regionale Fabrizio Ghera, titolare delle deleghe alla Mobilità, Trasporti, Tutela del Territorio, Ciclo dei rifiuti, Demanio e Patrimonio. La proposta di legge citata concerne il riconoscimento della legittimità di debiti derivanti da sentenze passate in giudicato, per un importo complessivo pari a 3.994.683,37 euro, così distribuiti: – euro 1.219.721,29 per la Direzione Emergenza, Protezione civile e Nue (Area Affari generali e Bilancio); – euro 727.071,24 per la Direzione Salute e integrazione sociosanitaria (Area Coordinamento Contenzioso, Affari legali e generali); – euro 1.751.885,05 per la Direzione Trasporti, Mobilità, Tutela del territorio, Demanio e Patrimonio (Area Gestione e Valorizzazione dei beni patrimoniali, Gestione dei beni confiscati alla criminalità); – euro 134.944,75 per la Direzione Personale, Enti Locali e Sicurezza (Area Trattamento Economico); – euro 15.553,98 per la Direzione Lavori pubblici e Infrastrutture, Innovazione tecnologica, (Area Autorità idraulica); – euro 2.734,78 per la Direzione Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e pesca, Foreste (Ufficio Caccia); – euro 142.772,28 per l’Avvocatura (Area Affari generali e amministrativi). In chiusura di seduta, il consigliere Marco Colarossi (FI) ha preso la parola per stigmatizzare alcuni episodi avvenuti nei giorni scorsi durante la celebrazione del Carnevale, che hanno visto la presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, oggetto di attacchi personali, come l’incendio di un manichino che la rappresentava.
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