Manageritalia, in vista della “Festa della donna” dell’8 marzo, ha diffuso il “Rapporto Donne 2025” che analizza l’evoluzione della managerialità nelle imprese private del paese partendo dagli ultimi disponibili forniti dall’Inps.
A livello nazionale si conferma la corsa delle donne manager italiane, cresciute del 5,1% nell’ultimo anno. Dal 2008 sono aumentate del 101%. Oggi sono al 22% tra tutti i manager italiani e nel terziario raggiungono il 26%. LA SITUAZIONE NEL LAZIO E NELLE SUE PROVINCE Dal rapporto emerge che il Lazio si conferma la seconda regione in Italia per numero assoluto di donne dirigenti, ma la percentuale femminile rispetto alla quota maschile è la più alta in Italia (28,2%). E dal 2008 il numero delle dirigenti è cresciuto del 98,7% più o meno in linea rispetto alla media nazionale (101,5%). Una dirigente italiana su cinque è a Roma. Questa la situazione nelle province laziali con la Capitale che ha oltre il 96% di donne dirigenti della regione: Forte crescita della presenza femminile tra i dirigenti nelle province di Frosinone (+30,23% nell’ultimo anno di rilevazione e +107,41% dal 2008) e Latina (+8,3% nell’ultimo anno di rilevazione e +125% dal 2008). Rieti tra gli ultimi posti nella classifica nazionale per numero di donne dirigenti (soltanto 13). A Viterbo le dirigenti sono il 30% del totale (percentuale più alta nella regione) ma in un contesto di scarsa managerialità, e in calo nell’ultimo anno di rilevazione (-7,69% le donne nell’ultimo anno, contro una crescita media nazionale del 5,12%). IL RAPPORTO NAZIONALE Crescere la managerialità italiana nel settore privato +2,6% nel 2023 secondo il report elaborato da Manageritalia sugli ultimi dati ufficiali disponibili dall’INPS. Una crescita dovuta principalmente alla componente femminile con un incremento del 5,1% delle donne e dell’1,9% degli uomini (Tab.1). Si conferma quindi la forte e nota rincorsa verso la parità delle donne dirigenti, cresciute del 101,5% dal 2008 al 2023 (-2,8% gli uomini e + 9,6% il totale dirigenti) e oggi pari al 21,9% del totale (21,4% nel 2022, 20,5% nel 2021 e 19,1% nel 2020). L’incremento dei manager, e in particolar modo della componente femminile, è visibile in tutti gli ambiti economici italiani. Da notare che le donne sono percentualmente molto più presenti nel terziario (25,8%) rispetto all’industria (16,5%). A crescere di più nell’ultimo anno e in generale nel periodo considerato sono comparti quali Attività professionali (11,2%), Costruzioni (8,3%) e Attività di alloggio e ristorazione (5,3%) e Trasporto e magazzinaggio (4,5%). Il terziario privato è di gran lunga il settore più rosa, basti pensare che nella Sanità e assistenza sociale le donne dirigenti (52,3%) superano i colleghi e sono il 34,4% nell’Istruzione, il 28,4% nelle Altre attività di servizi. Analizzando la distribuzione geografica si può notate come nella classifica delle province più rosa (tabella 5), Milano prevale nettamente con 10.987 donne dirigenti, seguita da Roma (5.659) e Torino (1.469). Ai primi dieci posti solo province del nord.
