(di Cesidio Vano) Sono anni che il Comune di Arce attende una risposta ufficiale della Regione Lazio ala sua richiesta di essere escluso dal perimetro del consorzio di bonifica Valle del Liri, visto che nessun servizio viene erogato alla cittadinanza dal consorzio stesso mentre, nonostante quanto sancito dalla Consulta, l’ente continua a richiedere ai cittadini, per terreni e immobili, le quote consortili, di recente anche aumentate in modo pesante.
Ora, la vicenda è giunta anche all’attenzione del governatore del Lazio, Francesco Rocca, e degli assessori competenti, dopo che la consigliera regionale del Polo Progressista Ecologista e di Sinistra, Alessandra Zeppieri, ha presentato un’apposita interrogazione in Consiglio regionale, chiedendo ai vertici politici della Regione, cosa intendano fare al riguardo. Scrive Zeppieri: “Con sentenza n. 188/2018, la Corte Costituzionale intende illegittimi i contributi consortili richiesti ‘indipendentemente dai benefici fondiari’, e che quindi anche le spese di funzionamento vanno ripartite con gli indici di beneficio per le opere idrauliche e per le opere irrigue, come riportato nella Deliberazione di Giunta 1112/1990 in cui si specifica che ‘la contribuenza potrà essere istituita se e in relazione alle opere realizzate e alla conseguente gestione e manutenzione delle stesse in qualità di servizio di bonifica o di irrigazione’. Considerato che il Comune di Arce, con Deliberazione del Consiglio comunale n.35 del 2019 e con Deliberazione del Consiglio comunale n.23 del 2020, ha deliberato ‘di invitare la Regione ed il Consorzio Bonifica Valle del Liri ad impegnarsi a modificare e rideterminare la perimetrazione del territorio consortile, escludendo il Comune di Arce; in subordine, di annullare e/o modificare le quote degli oneri consortili, escludendo i fabbricati e ristabilendo lo status quo ante’; che tali decisioni sono state prese a causa della pressoché assenza di servizi erogati dal Consorzio della Valle del Liri sul territorio del comune di Arce, ai quali cittadini e cittadine, però, viene fatta richiesta di oneri sia sui terreni che sui fabbricati, con anche aumenti significativi negli ultimi anni; che alla scrivente risultano sollecitazioni nel tempo da parte del Comune di Arce riguardo la richiesta di risposta formale da parte della Regione Lazio sia sulla richiesta di uscire dalla perimetrazione dell’area consortile sia riguardo la cancellazione degli oneri imposti a cittadine e cittadini a fronte di nessun servizio o opera da parte del Consorzio, diretta o indiretta, che giustifichi l’esborso”. Tutto ciò premesso, la consigliera interroga l’assessore competente in materia per sapere: quali siano i motivi per i quali la Regione Lazio non ha provveduto a fornire adeguata risposta ai quesiti posti dal Comune di Arce nel corso di anni; quali azioni la Regione Lazio adotterà per fare chiarezza sull’operato e lo stato dell’arte delle attività svolte dal Consorzio Valle del Liri e i relativi oneri dovuti o non da parte dei cittadini e cittadine facenti parte della perimetrazione consortile”.
