Sparò al rivale in amore, poliziotto di 33 anni residente a Veroli è finito alla sbarra per il reato di lesioni gravissime.
Nella giornata di ieri, il pubblico ministero ha chiesto quattro anni di reclusione. La discussione è prevista per il prossimo primo aprile. La vicenda risale all’estate del 2020 quando l’imputato, un agente di polizia della sezione Volanti mentre si trovava nei pressi dell’abitazione della ex moglie, aveva avuto una discussione con il nuovo compagno della donna. Secondo quanto emerso dalle indagine avviate dagli investigatori della procura, il poliziotto a seguito di quella lite aveva estratto la pistola colpendo l’uomo ad una coscia. Subito dopo ,però, proprio perché si era reso conto della gravità della situazione si era andato a costituire. All’epoca dei fatti il poliziotto era stato arrestato. Il ferito invece era stato trasportato presso un ospedale romano per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Per la cronaca, va detto che sul luogo dove si è sfiorata la tragedia, gli investigatori ritrovarono un coltello a serramanico di proprietà del ferito lungo 12 centimetri. A parlare di quell’arma da taglio lo stesso imputato nel corso dell’interrogatorio. Secondo quanto riferito, lui avrebbe sparato soltanto per difendersi. Il rivale in amore, parte offesa in questa vicenda, si è costituito parte civile tramite l’avvocato Enrico Pavia. Il poliziotto è invece rappresentato dall’avvocato Nicola Ottaviani. Mar. Ming.
