Tangenti nella pubblica illuminazione in terra marsicana, tutti assolti per non aver commesso il fatto. Sotto processo ben 30 imputati che dovevano rispondere a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione per un atto contrario ad un atto d’ufficio, turbativa d’asta, ricettazione, estorsione falso ideologico e riciclaggio.
Tra le persone coinvolte in questo maxi processo che si è tenuto presso il tribunale di Avezzano, anche tre ciociari. Si tratta dell’imprenditore di Veroli A.C. di 43 anni, l’imprenditore F.B. di Boville Ernica 45 anni e D.P., un commercialista di 50 anni originario de L’Aquila ma residente da tempo nel capoluogo ciociaro. Il caso tangenti nella pubblica illuminazione è scoppiato otto anni fa, quando l’imprenditore A.C., denunciò in procura questo giro di tangenti e mazzette in cambio di appalti pilotati per la pubblica illuminazione a Monte San Giovanni e a Castro. Da lì è partita l’inchiesta che era arrivata fino alla Marsica. Per i tre ciociari questa assoluzione ha rappresentato la fine di un incubo. A.C. era difeso dall’avvocato Giuseppe Dell’Aversano, mentre F.B. è stato rappresentato dall’avvocato Carlo Coratti. D.P. invece, è stato difeso dagli avvocati Renato Borzone e Lucarelli. Mar.Ming.
