Segni – Blitz dei Carabinieri in un centro di autodemolizione, sequestrati 275 mezzi

Irene Mizzoni
2 MIn Lettura
I Carabinieri della Stazione di Segni insieme al Nucleo Carabinieri Forestale di Segni, hanno condotto un’operazione di controllo in un centro di autodemolizione situato nel comune di Segni, in provincia di Roma.

L’intervento, finalizzato al contrasto di illeciti in materia ambientale, è stato eseguito congiuntamente dagli uomini del cap. Vittorio De Lisa, al personale del NIPAAF di Roma coordinati dal ten.col. Dario Burattini, dell’Arpa Lazio, del Comune e della Polizia Locale di Segni. Al termine del controllo, i militari hanno denunciato tre persone del luogo, gravemente indiziate di gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi in concorso, realizzazione di uno scarico industriale non autorizzato e violazione delle procedure relative al trattamento dei veicoli fuori uso. Nel corso dell’ispezione, i Carabinieri hanno rinvenuto, all’interno di due aree non inserite nell’autorizzazione ambientale e situate in zone a destinazione urbanistica “agricola” e “residenziale”, nonché sottoposte a vincolo paesaggistico, un totale di 273 veicoli e 2 motoveicoli dichiarati fuori uso, considerati rifiuti pericolosi. È stato inoltre scoperto uno scarico industriale realizzato in assenza della prescritta autorizzazione. Le due aree, con una superficie complessiva di circa 4500 mq, sono state poste sotto sequestro penale e affidate in custodia giudiziale al legale rappresentante dell’attività. La posizione degli indagati è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Velletri. Gli indagati rischiano l’arresto da sei mesi a due anni e un’ammenda da 2.600 a 26.000 euro per la gestione illecita di rifiuti pericolosi, mentre per la realizzazione dello scarico industriale non autorizzato la pena prevista è l’arresto da due mesi a due anni o un’ammenda da 1.500 a 10.000 euro. L’operazione congiunta dei Carabinieri e degli altri enti coinvolti ha permesso di smantellare un’attività illecita che rappresentava un grave rischio per l’ambiente e per la salute pubblica. L’indagine è ancora in corso per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per garantire la corretta gestione dei veicoli sequestrati. Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento