Condizioni delle carceri: sale il grido di allarme. Chieste verifiche a Cassino

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) Condizioni delle carceri: sale il grido di allarme. Appena 24 ore prima dell’ennesimo suicidio avvenuto all’interno della casa circondariale di Frosinone da parte di un uomo di 52 anni – da un anno nel carcere del capoluogo dopo averne scontati cinque al Regina Coeli – l’avvocato Francesco Venafro del foro di Cassino aveva inoltrato una segnalazione sulle condizioni dei detenuti ed in particolare dei propri assistiti.

L’avvocato Venafro ha messo al centro della nota inoltrata all’ufficio del garante del Lazio ed alla dirigente struttura della città martire lo stato in cui si trovano i detenuti: “Dopo alcuni colloqui tenuti con i miei assistiti presso la casa circondariale di Cassino, ho potuto apprendere che gli stessi unitamente ad altri detenuti vivono in uno spazio angusto, privo di acqua calda e riscaldamento; inoltre non hanno neppure le strutture idonee e sufficienti a garantire una vita quotidiana dignitosa; gli stessi vengono chiusi all’interno delle celle di esigue dimensioni per l’intera giornata, non potendo usufruire di quelli che sono i diritti dei detenuti di accedere alle strutture preposte alla riabilitazione degli stessi, come la possibilità di effettuare attività sportive o ludiche. Non adeguata appare anche l’assistenza sanitaria ed infatti a tal riguardo vi sono numerose lamentele“. Alla luce di ciò l’avvocato ha chiesto che vengano effettuate le dovute verifiche all’interno della struttura.
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