(di Dario Facci) Una conferenza stampa per descrive quanto, in due anni, il governo della Regione Lazio targato Rocca è riuscito a realizzare. Un appuntamento che, probabilmente, si ritiene utile anche per alleggerire una sensazione diffusa, soprattutto nelle province, circa il fatto che le cose in Sanità non siano dopotutto migliorate.
Infatti Rocca parte proprio dall’abbattimento delle liste d’attesa e l’apertura di nuove sale operatorie. Poi la riduzione del debito e un’attenzione particolare verso i problemi che trafiggono il trasporto pubblico locale. Focus sulle infrastrutture, l’urbanistica e le fasce più deboli della popolazione. Insomma una riorganizzazione della macchina amministrativa e un dialogo rinnovato con i territori, tavoli e accordi istituzionali, anche per il Giubileo di Roma. La Sanità in cima all’elenco delle priorità in agenda, un argomento particolarmente delicato, non solo perché occupa la stragrande maggioranza del bilancio regionale ma anche perché lo stesso Rocca si è tenuto la delega. Un argomento, quello della Sanità, anche direttamente collegato alla situazione finanziaria della Regione. Quali sarebbero in Sanità i migliori risultati raggiunti? L’amministrazione regionale vanta di aver informatizzato la gestione delle liste di attesa, garantendo il monitoraggio quotidiano delle prestazioni di specialistica ambulatoriale che superano i tempi di garanzia previsti. Tra i risultati più significativi, la possibilità di uscire dal piano di rientro sanitario avviato nel 2007 che consentirà alla Regione di tornare in possesso degli automatismi fiscali, permettendo una riduzione fiscale significativa per i redditi più bassi, a partire dal 2027. Questi i dati diffusi dalla Regione Lazio: la riforma del sistema di prenotazione regionale Recup ha prodotto un aumento delle prestazioni erogate che sono passate da 2,6 milioni nel 2022 a 3,8 milioni nel 2024, con una riduzione dei tempi medi di attesa da 42 giorni nel 2023 a 31 giorni nel 2024. Nel 2025, nei primi 15 giorni di monitoraggio, il 96,7 per cento delle prestazioni e’ stato garantito entro i tempi previsti. Parallelamente – sempre secondo la Regione Lazio – è stata effettuata una pulizia delle liste d’attesa chirurgiche, riducendo le posizioni del 62,5 per cento, da 125.231 nel gennaio 2024 a 46.992 nel gennaio 2025. Per quanto riguarda il potenziamento delle infrastrutture sanitarie, la Regione Lazio ha varato un piano di assunzioni senza precedenti: 14 mila nuovi professionisti sanitari, grazie a un investimento di 661,5 milioni di euro, che consente l’apertura di nuove sale operatorie. Da giugno 2023 a dicembre 2024, il numero di sale operatorie attive e’ passato da 246 a 267. La programmazione della Rete ospedaliera 2024-2026 assicura 3 posti letto ogni mille abitanti nelle province. Poi 155 milioni di euro per potenziare gli ospedali in occasione del Giubileo di Roma. Prevista anche la costruzione di cinque nuovi ospedali (Latina, Golfo, Rieti, Nuovo ospedale tiburtino e Acquapendente). Tra i tavoli istituzionali aperti, c’é quello per la realizzazione del nuovo Policlinico Umberto I di Roma, che vede coinvolti, oltre la Regione, anche l’Università La Sapienza e, indirettamente, il Comune di Roma per la parte urbanistica. Il nuovo progetto, proposto dalla Sapienza, prevede la sua costruzione all’interno delle mura dell’attuale policlinico. Poco o nulla, sotto il profilo delle infrastrutture sanitarie, per quanto riguarda la provincia di Frosinone. Sul fronte economico, per la prima volta, dopo moltissimi anni, i bilanci di previsione, stabiliscono che, per gli anni dal 2024 al 2026, non è previsto il ricorso al debito per finanziare gli investimenti, alla cui copertura si provvede a valere sulle risorse disponibili di parte corrente e mediante le risorse derivanti dall’alienazione di beni patrimoniali.
