Barman trovato morto nel suo letto d’ospedale, la famiglia si oppone alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Samuel Amari.
Mattia Perciballi, barman di Frosinone di 60 anni, è deceduto lo scorso 20 settembre a causa di un arresto cardiaco. Adesso il giudice inquirente che si è preso del tempo per decidere, dovrà stabilire se chiudere definitivamente il caso o prorogare le indagini per acquisire elementi nuovi. Intanto, la madre e le tre sorelle dello sfortunato barman hanno dato incarico ai loro consulenti di raccogliere tutti gli elementi necessari affinché possa essere fatta luce una volta per sempre su questa drammatica vicenda. Da alcune informazioni raccolte, si è appreso che il medico legale, professor Saverio Potenza, ed il cardiologo, Alessandro Azzari, luminare del campo, avrebbero effettuato delle perizie dove si evincerebbe che gli esami enzimatici non sarebbero stati effettuati per tempo. Mattia era stato ricoverato il 14 settembre a causa di una emorragia intestinale. E siccome i medici avevano riscontrato un livello di emoglobina molto basso avevano deciso di sottoporre il paziente a delle trasfusioni di sangue. Piano piano, però, i valori avevano cominciato a risalire ed il quadro clinico sembrava piuttosto soddisfacente. E veniamo al 20 settembre, vale a dire una settimana dopo il ricovero. Mattia aveva telefonato ai suoi cari dicendo che si sentiva meglio e che voleva essere dimesso. Quella è stata l’ultima volta che i familiari hanno ascoltato la voce del loro congiunto. Mar. Ming.
