Pnalm – Non solo Orsi, il parco protege anche le Api. Ecco il progetto ‘Apicoltura Naturale’

chiaro13
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Non solo orsi, lupi, camosci, cervi, capriloli, ecc., il Parco nazionale protegge anche le api e la qualità del loro miele.

Il progetto si chiama “Apicoltura naturale” e ha, tra i vari obiettivi, proprio quello di “di analizzare e monitorare costantemente la produzione delle api italiane (ligustica) nelle particolari arnie a favo naturale (Kenya top grap)”. Il progetto è portato avanti dal Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise in collaborazione con l’apicoltore Mario Petrella e con il sostegno finanziario del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “Per la gestione e il monitoraggio, le arnie, posizionate nel Centro Natura di Pescasseroli – spiegano dal Parco -, sono state dotate di un sistema di monitoraggio a distanza con sensori che consentono la rilevazione di peso, temperatura esterna, temperatura interna e umidità”. Nel 2024 sono stati inseriti 4 alveari in un progetto, coordinato dal Dott. Luciano Recchiuti dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, finalizzato al monitoraggio delle patologie dell’alveare tramite l’analisi dei residui nel vassoio diagnostico posto sotto all’arnia. “In aggiunta – dicono sempre dall’area tutelata -, l’apicoltore Mario Petrella ha partecipato al progetto CON.API.IT finanziato dal MASAF e coordinato dal Prof. Pier Paolo Danieli del dipartimento DAFNE dell’Università degli Studi della Tuscia, con l’Istituto Zooprofilattico di Teramo e con il CNR-IPSP. Il progetto ha previsto questionari per gli apicoltori, analisi morfometriche e genetiche-mitocondriali sulle api e analisi patologiche sui residui dei cassetti diagnostici, e per questo sono state campionate tre arnie del suo apiario da cui provengono le colonie del progetto. Grazie alle analisi mitocondriali svolte nell’ambito del progetto CON.API.IT presso i laboratori del CNR-IPSP dal Dott. Gennaro di Prisco è stato possibile confermare che le api utilizzate nell’ambito del progetto del Parco appartengono a pieno titolo alla sottospecie LIGUSTICA. Infine, il miele prodotto nelle annate 2023 e 2024 è stato inviato al laboratorio “PIANA RICERCA” per effettuare analisi melisso-pallinologiche finalizzate al confronto fra le due diverse annate”.
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