Con la scusa di chiedere alla proprietaria di un B&B informazioni circa la disponibilità di una camera per quattro persone e insistendo per conoscere il relativo prezzo, aveva indotto la donna a contattare il marito al telefono proprio per avere contezza dei costi.
Non aveva capito, la donna, che M.R. anagnino di 37 anni, aveva fatto quella richiesta proprio per avere campo libero e trafugare dalla sua borsa, che si trovava su un tavolo vicino al bancone, la sua carta di credito, contenuta in un portafogli. Un furto avvenuto con destrezza e grande abilità nel maggio dello scorso anno. Nel giro di pochi minuti, l’uomo a bordo di una vettura, anch’essa risultata poi rubata, si era dato alla fuga. Una volta impossessatosi della tessera, l’anagnino, con la complicità di un’altra persona, aveva cominciato a prelevare il denaro dalla carta di credito. Due prelievi da 250 euro ciascuno, erano stati fatti presso l’ufficio postale, un terzo presso la banca dell’Unicredit. Ma non è tutto. Una volta effettuati quei prelievi insieme ad un suo amico, i due si erano recati presso una tabaccheria ubicata nella parte bassa del capoluogo ciociaro. Sfortuna ha voluto per loro che la derubata, una volta che si era accorta di quel furto, aveva immediatamente fatto bloccare la carta. Ad incastrarli le videocamere installate davanti agli uffici postali. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Claudia Mancini. Mar. Ming.
