Aveva lavorato per una vita presso l’IFAD, agenzia Onu per lo sviluppo di progetti rurali, poi si era ammalata e dal Covid non usciva più di casa. È la storia della signora Vanda, di Roma.
Pur non facendo alcuna vita sociale, i propri conti correnti rivelano numerose movimentazioni per oltre 150 mila euro in tre anni. Una circostanza anomala che ha portato il figlio, dopo la sua morte a 84 anni, a sospettare che la badante che si prendeva cura di lei, si sia appropriata dei quesi soldi. Non solo. Ha scoperto anche che il testamento redatto dalla madre stabiliva che gran parte dei suoi averi, per un totale di circa 750 mila euro, andavano alla badante siriana, tra l’altro irreperibile dalla scomparsa dell’anziana. Come sono introvabili anche i documenti della defunta e un computer. Circostanze che hanno portato il figlio, ex marine americano, a presentare una denuncia e il sostituto procuratore Giulia Guccione ad aprire un’indagine. La signora Vanda è morta il 4 ottobre scorso, ad 84 anni. Era affetta sa tempo da patologie psichiche e fisiche. Non usciva mai di casa dal periodo dell’emergenza Covid. La badante ospitava in casa amici e fidanzati. Controllando il conto corrente della defunta, il figlio ha scoperto anche migliaia di euro donati a persone sconosciute, spesso stranieri, su conti correnti siriani. E poi prelievi immotivati. Oltre 15.000 euro nel 2021, 19.000 euro l’anno seguente, circa 80.000 euro nel 2023. Infine il testamento: la donna ha lasciato gran parte del suo patrimonio, compreso la casa di San Giovanni a Roma e il 20% del conto corrente, alla badante. Ecco perché la procura di Roma ha aperto un’indagine.
