A due anni dalla morte dell’orso Juan Carrito, il Pnalm ricorda i giusti comportamenti da tenere quando si visita l’area protetta per non creare situazioni di pericolo alla fauna.
Juan Carrito era un giovane esemplare di orso bruno marsicano, che viveva nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise divenuto celebre su media e social per le sue scorribande nei centri abitati e i suoi comportamenti confidenti. Morì tragicamente nel gennaio del 2023, dopo essere stato investito sulla statale 17 ll’altezza di Castel di Sangro. “È veramente impossibile il 23 gennaio non pensare a Juan Carrito – si legge in una nota del Parco -. Lo ricordiamo continuamente, certo, come poter mai dimenticare le sue frequenti scorribande nei paesi? Come non ricordare la sua disarmante confidenza nei confronti degli esseri umani? Ma sicuramente, la fredda sera in cui avvenne il suo investimento resta indelebile nelle nostre menti e nei nostri cuori, per il profondo dolore che ha provocato in molti di noi. La potenza dei ricordi risiede proprio nella loro capacità di influenzare il nostro presente e il nostro futuro. I ricordi non sono semplicemente immagini mentali del passato ma esperienze vissute che modellano chi siamo e come percepiamo il mondo e che possono influenzare le nostre decisioni quotidiane. La cosa migliore da poter fare dunque, per rendere giustizia ai ricordi e dar valore alle esperienze del passato, è concretizzare la loro potenza nelle azioni di tutti i giorni, per rendere il mondo un posto migliore, per noi e per gli orsi. Potremmo ad esempio… 1. Impegnarci per non lasciargli da mangiare MAI! Sia involontariamente, sia volontariamente. 2. Se siamo allevatori, evitare di lasciare mucchi di scarti alimentari all’aperto per animali domestici, così da non attirare anche la fauna selvatica. 3. Prestare attenzione a come vengono costruiti pollai e recinzioni degli orti, rendendoli strutturalmente resistenti, senza utilizzare materiali di scarto e fatiscenti. 4. Andare piano lungo le strade di montagna e rinunciare sempre a rincorrere orsi (o altri animali) con l’automobile. 5. Evitare di postare continuamente foto e video di orsi, appena realizzati, così da non attirare maree di curiosi e scongiurare l’effetto “emulazione”, anche quando le emozioni che queste immagini producono, ci sembrano far dimenticare i potenziali effetti nefasti di queste foto e il costo “nascosto” che esse comportano per gli animali, in termini di disturbo e alterazione del comportamento naturale. Siamo tutti uniti dalla responsabilità di agire in maniera maggiormente consapevole nei confronti della Natura. Intimamente ognuno di noi sa bene cosa è più opportuno e giusto fare. Utilizziamo la conoscenza e la consapevolezza, per evitare di continuare a trovare comode scorciatoie che ci tengono al riparo dalle responsabilità, illudendo e illudendoci di essere nel giusto”.
