In attesa del prossimo Consiglio Comunale, fissato per domani, giovedì 25 Giugno alle ore 17.00, il vicesindaco Vincenzo Cacciarella chiarisce la questione della rinegoziazione dei prestiti ordinari e spiega come l’Amministrazione intende utilizzare le risorse liberate.
In Consiglio è stata approvata la rinegoziazione dei prestiti ordinari con la Cassa Depositi e Prestiti, l’opposizione vi accusa di indebitare Ceprano fino al 2044. Lei come risponde?
“Rispondo che bastava leggere la relazione del Revisore dei Conti il quale scrive che l’operazione di rinegoziazione è finalizzata ad una migliore gestione dell’indebitamento dell’Ente e sono stati valutati i benefici economici-finanziari della stessa.
Il tasso di prestito rinegoziato è determinato, per ciascun prestito originario, in condizioni di equivalenza finanziaria e sulla base delle attuali condizioni di mercato e consente una riduzione del tasso di interesse medio applicato al portafoglio oggetto di rinegoziazione.
In base ai principi recati dall’Art. 119 della Costituzione le economie derivanti dal minor esborso annuale in linea capitale, conseguente alla rinegoziazione del debito, sono destinate alla copertura di spese di investimento o alla riduzione del debito.
Il Revisore dei Conti, infine, esprimendo parere favorevole ravvisa anche l’opportunità che le economie derivanti dalla rinegoziazione siano destinate in via prioritaria alla riduzione del debito, evidenziandolo nei prossimi bilanci di previsione.
Credo che più chiaro di così non si possa essere, ma è altrettanto chiaro che buttarla in caciara è diventato lo sport preferito dell’opposizione, a volte anche utilizzando un linguaggio da bar in Consiglio Comunale.
Detto ciò, se poi vogliamo discutere sul chi ha indebitato Ceprano possiamo farlo, ma facciamolo correttamente e seriamente.
Ogni volta che si accende un mutuo o un prestito si indebita un Ente, ma bisogna fare delle distinzioni, bisogna valutarne gli effetti e i benefici oltre alle alternative a disposizione in quel momento.
Non posso certo paragonare mutui o prestiti accesi per la sistemazione di una scuola o per la parte a carico del Comune per la ricostruzione del centro storico con quelli accesi per il polo artigianale o per l’asfalto elettorale.
Ma viviamo ormai di paradossi come quelli che si ascoltano dal pulpito di Castaldi, il quale durante gli anni in cui ha amministrato ha acceso quasi 2 milioni di euro di mutui, senza porsi il benché minimo problema sulla reale necessità delle opere da realizzare, vedi il polo artigianale che da solo assorbe 1 milione di euro di mutuo oltre i consistenti interessi, per non parlare del fatto che nessuno di quelli che parla di debiti fino a ieri si sia mai posto il problema degli interessi che invece oggi sembra diventato il problema dei problemi.
Noto con piacere che sono diventati oculati amministratori, sostituendosi al Revisore dei Conti, gli stessi che fino a ieri ritenevano secondario il parere del Responsabile del Settore Economico-Finanziario, gli stessi che ad un certo punto pensarono anche di vendere la farmacia comunale per realizzare con il ricavato una fontana in piazza ed un murales all’uscita dell’ex casello autostradale.
Insomma, trovo assurdo contestare per il solo gusto di farlo, una misura richiesta a gran voce dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che per il Comune di Ceprano libera oltre 1 milione e 300 mila euro senza gravare sulla futura capacità di indebitamento”.
L’opposizione ha aggiunto che Lei non ha spiegato come volete utilizzare le risorse liberate.
“Evidentemente erano troppo presi ad urlare e non hanno ascoltato. Ribadisco quello che ha scritto il Revisore dei Conti e che ho letto diverse volte in Consiglio, le risorse liberate andranno maggiormente a coprire il fondo rischi contenzioso, un fondo rischi che se fosse stato implementato negli anni passati come norma di buona amministrazione, cosa che abbiamo fatto noi dal bilancio 2014 accantonando una cifra superiore a quella minima richiesta dalla legge, oggi non ci ritroveremmo con un disavanzo tecnico di circa 3 milioni e 300 mila euro. Ma questo tema sarà approfondito nel prossimo Consiglio Comunale”.
L’approvazione del bilancio consuntivo 2015 si avvicina, si prevedono tempi duri per le casse del Comune?
“I tempi sono quelli che sono, certamente difficili, anche se c’è qualcuno che fa ancora finta di nulla.
Aumentano gli adempimenti per i Comuni e diminuiscono i trasferimenti dallo Stato.
Ci troveremo in futuro ad affrontare altre situazioni difficili per ripianare debiti pregressi, quello che stiamo facendo è impostare un lavoro di programmazione in maniera tale che il Comune non si trovi con le spalle scoperte.
Migliorare la gestione delle risorse per spendere meglio e spendere meno, cercando al contempo di apportare qualche alleggerimento alle imposte, è questo il nostro obiettivo.
È nelle difficoltà che devono uscire fuori le idee e le risposte migliori, per fare questo non si può continuare sulla vecchia strada, ecco perché stiamo lavorando molto per affrontare i problemi alla radice trovando soluzioni nuove, che è l’unico vero modo per cambiare questa Città”.
