E’ stato fissato per il prossimo 31 gennaio il rito abbreviato nei confronti di Mikael Zaka l’albanese di 23 anni accusato di aver ucciso davanti allo shake bar di Frosinone un suo connazionale e ferito altre due persone.
I fatti risalgono al 9 marzo scorso, quando Zaka stava sorseggiando un aperitivo con quattro suoi amici. Improvvisamente si era avvicinato Kasin Kasem di 27 anni con il quale aveva cominciato a battibeccare fino ad arrivare ad una colluttazione. Ad un certo punto però Zaka ha fatto fuoco colpendo a morte il connazionale. Gli altri albanesi, rimasti gravemente feriti sono stati sottoposti ad interventi chirurgici all’ospedale “Spaziani” di Frosinone e al “San Camillo” di Roma. Zaka subito dopo si era dato alla fuga sostenendo di aver buttato la pistola nel fiume Cosa all’altezza di via Verdi, ma l’arma non verrà più ritrovata. Nella tarda serata, ormai braccato dalla polizia, si era costituito ammettendo le proprie responsabilità. Zaka girava con la pistola perché si sentiva minacciato ed era stato aggredito in passato dalle stesse persone. L’ipotesi è che fosse entrato in contrasto con in connazionali per questioni legati al traffico di droga. Nel collegio delle parti civili, gli avvocati Tony Ceccarelli, Angelo Testa, Martina Stirpe e Martina Iacchetta. Mar.Ming.
