Neonata morta in circostanze sospette, secondo i consulenti poteva essere salvata

Marina Mingarelli
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E’ vissuta soltanto 13 giorni una bimba di Amaseno nata all’Umberto I di Roma nell’agosto del 2020.

La mamma, una donna di 36 anni era arrivata all’ospedale Spaziani con perdite ematiche ed atroci dolori, era stata successivamente trasportata nel nosocomio romano a causa di gravi criticità del feto. Ma la piccina non ce l’ha fatta. La bimba sarebbe deceduta a causa di una ipossia che le aveva danneggiato tutti gli organi vitali. I genitori distrutti dal dolore, rappresentati dagli avvocati Fabrizio Faustini e Riccardo Masecchia, hanno fatto scattare la denuncia. A conclusione delle indagini due ginecologhe sono finite sotto processo per il reato di omicidio colposo. Le due imputate sono difese dai legali Natalino Guerrieri e Giuseppe Lasforza del foro di Bari. Nell’udienza che si è tenuta nei giorni scorsi presso il tribunale di Frosinone sono saliti sul banco dei testimoni quattro consulenti della procura. Si tratta dei professori Domenico Arduini (luminare nel campo della ginecologia), Antonio Oliva, Vincenzo Arena e Orazio Genovese. Tutti e quattro hanno convenuto che le imputate avrebbero peccato di imperizia e di negligenza in quanto sarebbe bastato un esame ecografico al feto ed una successiva terapia farmacologica per impedire che la piccina nascesse con una situazione respiratoria compromessa. Si torna in aula il prossimo 8 aprile. Mar.Ming.
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