Omicidio volontario e porto abusivo di arma da taglio. La Procura della repubblica di Cassino ha concluso le indagini e il pm Flavio Ricci ha formulato i capi di imputazione a carico di Luca Agostino, 41 anni di Villa Latina, ritenuto l’omicida di Armando Tortolani (nella foto), di 42 anni, da tutti conosciuto come ‘Armandino’. Escluse, per il momento, le aggravanti per premeditazione e futili motivi. Ora si andrà all’udienza preliminare.
L’omicidio fu commesso a maggio del 2024, in via Pacitti, a Villa Latina. L’ipotesi accusatoria contesta al 41enne di essersi recato a casa del Tortolani con cui c’erano alcune incomprensioni e gelosie. Nel corso della discussione che sarebbe seguita all’incontro, Agostino avrebbe sferrato due coltellate al contendente, causandogli ferite tanto gravi da averne cagionato la morte. I fendenti, infatti, raggiunsero la vittima al petto e al collo e risultò inutile ogni soccorso. Il malcapitato fu trasportato dal 118 al pronto soccorso di Sora, dove purtroppo morì poco dopo. I carabinieri, che accorsero sul posto, trassero in arresto il presunto omicida e recuperarono l’arma del delitto, un coltello con lama da 10 centimetri, ancora sporco di sangue. La Procura si è affidata a un consulente tecnico per far valutare la tempistica dei soccorsi e per chiarire se la morte del Tortolani possa essere ragionevolmente imputata ai colpi ricevuti dal 41enne. Il dottor Gabriele Margiotta che ha svolto gli accertamenti peritali ha concluso che nessuna responsabilità si può contestare ai soccorritori e che la morte del 42enne deve essere ascritta al dissanguamento seguito ai fendenti ricevuti. Il presunto omicida è ancora in carcere. Ha sempre sostenuto che il suo intento non era quello di uccidere.
