Lazio – Sanità: D’Amato contro Rocca dopo le accuse ai medici di prescrizioni inadeguate e costose

chiaro13
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“Sulla Sanità, il presidente Rocca continua a fare il solito scaricabarile”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Lazio e responsabile Welfare di Azione, Alessio D’Amato (foto). Questa volta, la materia del contendere tra i due è il funzionamento delle Commissioni per l’appropriatezza prescrittiva da parte dei medici di base, dopo le proteste giunte anche dal sindacato di categoria.

“Questa volta – dice D’amato – è il turno dei medici di medicina generale: anziché fare polemiche inutili e ingiustificate, così come evidenziato dalla principale associazione dei medici di famiglia, la strada maestra dovrebbe essere quella di far funzionare le Commissioni per l’Appropriatezza Prescrittiva, che esistono in ogni azienda sanitaria locale. Accusare genericamente un’intera categoria professionale è sbagliato e rischia di produrre effetti diametralmente opposti a ciò che serve”, ha detto D’Amato. La polemica è sorta dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente Francesco Rocca, al Corriere della Sera, in un’intervista pubblicata lo scorso 3 gennaio, in merito allo stato della Sanità nel Lazio. Rocca, tra le altre cose, ha affermato che nella nostra regione ci sono 200 milioni di spesa per prescrizioni inappropriate, eseguite dai medici di famiglia; così come ci sarebbero altrettante spese inappropriate per le prescrizioni diagnostiche: “Troppe ricette legate al fenomeno della medicina difensiva attuata dai medici, intimoriti dal rischio di esser denunciati. Abbiamo visto – ha detto il governatore – che nel campo della farmaceutica oltre 200 milioni sono stati spesi per prescrizioni inutili. E mi aspetto lo stesso volume di sprechi nella specialistica ambulatoriale”. Dichiarazioni che hanno già provocato la reazione del sindacato dei medici di medicina generale (Fimmg), per il quale ci troveremmo davanti a delle vere e proprie fake news e per il quale, inoltre, ci troveremmo davanti a un “inspiegabile pregiudizio e/o cattiva informazione”. Per il sindacato “se quella di Rocca è una provocazione non ci sembra corretta, se è un’accusa non ci sembra documentata”.
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