Chiuso il 2024, è stato possibile fare un bilancio più esatto delle giornate in cui, nei centri dotati di centraline di rilevamento della qualità dell’aria posizionate da Arpa Lazio, si è superato il limite di concentrazione degli inquinanti, a partire dalle polveri sottili e ultra sottili.
A fornire un quadro della situazione è l’associazione ambientalista Fare Verde Provincia di Frosinone APS, che punta il dito sui dati relativi a tre dei maggiori centri monitorati: Frosinone, Cassino e Ceccano. In particolare, in tali comuni, a fronte delle 35 giornate consentite dalla normativa – entro cui i valori di inquinanti possono ‘sforare’ il paramentro minimo – sono sono registarti: per Frosinone 69 giornate alla centralina ‘Scalo’ (mentre la centralina di via Mazzini ha segnato solo 18 sforamenti); per Cassino 55 giornate; per Ceccano il record di 78 giornate oltre il consentito. Sono invece rimaste entro il limite delle 35 giornate di sforamento, oltre alla centralina di Frosinone via Mazzini, quelle posizionate nei centri di Ferentino, Alatri, Fontechiari e Anagni San Francesco. “La prima azione per il 2025 di Fare Verde Provincia di Frosinone APS – ha annunciato il presidente Marco Belli (nella foto) nel dare notizia dei dati sulla qualità dell’aria nel 2024 – sarà quella di inviare una denuncia durissima alla Commissione Europea, alla Magistratura del Frusinate e del Cassinate, alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, al Ministero dell’ambiente, alla Regione Lazio, alla Provincia di Frosinone, ai Carabinieri, alla GdF e alla Polizia di Stato. L’inquinamento dell’aria – ha aggiunto – non può essere trattato in modo superficiale perché ci sono persone che si ammalano, malati che hanno malattie aggravate e ci sono anche i decessi”.
