Morte di Chiara Albanini, avvenuta sulla superstrada in territorio di Castelmassimo l’8 dicembre scorso. Il prossimo 8 gennaio, la Procura nominerà ben tre esperti:
uno di natura cinematica, che dovrà ricostruire l’esatta dinamica del sinistro stradale risalendo anche alla velocità che aveva raggiunto l’autovettura Stelvio condotta dall’indagato Alessandro Cervoni (al momento il ragazzo di 24 anni che risiede a Boville Ernica deve rispondere di omicidio stradale); gli altri due tecnici dovranno verificare, invece, lo stato di manutenzione del manto stradale e la conformazione della strada. Questo perché c’è il sospetto che, oltre alla velocità che aveva raggiunto il mezzo, vi siano delle criticità che riguardano sia quel tratto di arteria (che non consentiva un adeguato drenaggio) e sia la presenza dei giunti, che risulterebbero sconnessi rispetti al manto stradale. Nello specifico, i giunti sono quei piccoli ponti di ferro che uniscono i vari tratti della superstrada e sembra che, in quella zona, questi ultimi fossero sporgenti e che siano usciti fuori dal livello del manto stradale. Quindi non è escluso che la vettura possa aver sbattuto su quei giunti, aver perso aderenza e, quando poi è scesa ha trovato dell’acqua stagnante. Ragione per la quale anche queste criticità potrebbero aver influito nella perdita di aderenza della macchina che si è ribaltata più volte determinando la morte della barista di 28 anni anche lei residente a Boville Ernica. Tale stato di cose potrebbe ridimensionare la responsabilità del 24enne che si trovava alla guida della macchina di grossa cilindrata e che adesso è in attesa di essere sottoposto ad interrogatorio alla presenza del suo avvocato di fiducia Giampiero Vellucci, interrogatorio che dovrebbe avvenire non appena le condizioni di salute gli consentiranno di poter interloquire con il magistrato inquirente. Mar. Ming.
