(di Dario Facci) La saga familiare alias congresso del Partito Democratico di Frosinone si arricchisce di nuovi, succulenti, colpi di scena. Ecco la quarta puntata.
Dopo le candidature alla segreteria provinciale di Achille Migliorelli per la coalizione di componenti “AreaDem-Partedanoi” e quella dell’uscente Luca Fantini per la coalizione “Rete Democratica-Base Riformista”, è successo un pasticcio/putiferio. I componenti la Commissione per il tesseramento hanno denunciato un fatto che hanno giudicato gravissimo: un emissario del Regionale si sarebbe presentato a loro con delle tessere e, anziché consegnarle al Commissario Tanzilli, le avrebbe distribuite personalmente non si è capito bene con quale criterio e, a detta dei Commissari, esautorandoli dal loro ruolo. Loro, i Commissari, hanno dunque denunciato i fatti, che hanno ritenuto gravissimi, agli organismi competenti del partito. Di oggi l’esito di questa ultima fase: non avendo ricevuto alcuna risposta, affermano, si sono dimessi! Ecco cosa scrivono in una nota che hanno diffuso i commissari Massimo Lulli, Carlo Di Santo, Giampiero Di Cosimo, Maria Rita Cinque e Alberto Festa: “Alla luce della mancata risposta da parte degli organi competenti alle gravi questioni da noi sollevate sullo svolgimento del congresso del Partito Democratico della provincia di Frosinone, e preso atto che le condizioni necessarie per garantire trasparenza, regolarità e rispetto delle regole non sono state ripristinate, riteniamo impossibile proseguire il nostro lavoro all’interno della commissione congressuale. I fatti accaduti il 23 dicembre, con un incontro reso impraticabile dal coordinatore della segreteria e responsabile dell’organizzazione del PD Lazio, Andrea Ferro, che ha di fatto esautorato il ruolo del Presidente della commissione Alberto Tanzilli e dell’intera commissione, distribuendo le tessere senza alcun criterio, hanno profondamente minato il rispetto delle regole stabilite e il ruolo di garanzia che il partito regionale avrebbe dovuto esercitare. Nonostante i nostri ripetuti richiami e il ricorso presentato, non è stato preso alcun provvedimento per sanare questa grave situazione. Per queste ragioni – proseguono – con rammarico e senso di responsabilità, annunciamo le nostre dimissioni irrevocabili da membri della commissione congressuale”. LE DIMISSIONI AL BUIO DEI COMMISSARI A questo punto cosa potrebbe accadere ancora? Di fatto le dimissioni dei commissari sono al buio, nel senso che nessuno al momento sa cosa potrebbe accadere. Ecco un’altra serie di inquietanti interrogativi che si accendono sulla coinvolgente e, diciamolo pure, clamorosa storia del Congresso provinciale del Partito Democratico: 1) Gli organismi di garanzia si faranno sentire finalmente? 2) Quelli di “Parte da noi”, cioè il gruppo di Elly Schlein, fuggiranno schifati dalla partita una volta constatato che i meccanismi delle fasi congressuali non solo non si sono depurati da congiure e sotterfugi ma sono, assurgendo alla pubblica conoscenza, addirittura peggiorati? 3) Un eventuale congresso si può celebrare con questi presupposti? 4) E’ vero che, dati i fatti denunciati, qualsiasi risultato di un congresso sarebbe impugnabile? 5) Possibile che l’emissario del Regionale non sapesse che con la sua incursione avrebbe con ogni probabilità fatto saltare il congresso o, come minimo, avrebbe fatto fare una figura barbina al Partito? 6) Come si viene fuori da un pasticcio del genere? Alla prossima puntata.
