Processo Ialongo, al via il processo il 17 dicembre prossimo, in corte di Appello. I giudici capitolini dovranno vagliare la tesi della difesa, sostenuta dall’Avvocato Marilena Colagiacomo, che punta tutto sulla capacità di intendere e di volere di Pietro, al momento del fatto e sulle aggravanti, attribuite in primo grado, dello stalking e della convivenza.
Al momento, infatti, su Pietro incombe la Sentenza di primo grado che ha escluso qualsiasi vizio di mente e ha condannato l’imputato per aver commesso l’omicidio al culmine di una condotta persecutoria nei confronti di Romina De Cesare, con la quale coabitava nel momento in cui consumava il reato.
Le argomentazioni che l’avvocato Marilena Colagiacomo sosterrà davanti alla Corte di Assise di Appello, sono già state formalizzate con l’impugnazione della Sentenza di primo grado, depositata il 2 settembre 2024.
La difesa di Ialongo, reo confesso, non nega di certo l’omicidio ma punta innanzitutto sulla capacità psichica del suo cliente di comprendere cosa stesse facendo quella maledetta sera del 3 maggio 2022, quando Romina, rientrando a casa, trovò la tragica morte per mano del suo ex ragazzo. La difesa, infatti, tenterà di convincere il Giudice dell’ Appello che la perizia ordinata dall’Assise di Frosinone non ha affrontato in modo scientifico le condizioni mentali in cui versava Pietro al momento del fatto, trascurando alcuni aspetti psicologici che rappresentano potenziali patologie mentali, piuttosto che aspetti della personalità, valutati come irrilevanti dal perito dell’Assise di Frosinone.
Grazie anche al supporto di una consulenza di parte, l’Avvocato Marilena Colagiacomo contesta innanzitutto la qualifica del perito, che è uno psicologo e non uno psichiatra, come invece richiederebbe l’esame di un complesso stato mentale, quale quello in cui versava Pietro, che fin da bambino ha dovuto lottare con una balbuzie che ne minava le capacità di apprendere e relazionarsi correttamente con i propri coetanei.
La situazione del ragazzo veniva poi ancor più compromessa dal grave incidente stradale, che lo rendeva invalido dal punto di vista lavorativo, provocandogli uno stato cronico di dolore, solo parzialmente alleviato da fisioterapia ed antidolorifici. Il consulente della difesa pone l’accento proprio su questa cronica situazione patologica, per sollevare il dubbio che il ragazzo abbia sviluppato una vera e propria malattia mentale, che ne mina la capacità di intende e di volere. Da qui, la richiesta di una nuova perizia che, partendo dai rilievi critici avanzati dalla difesa, possa far pienamente luce sul reale stato mentale dell’imputato. La difesa, poi, mira a contestare l’aggravante dello stalking, ponendo l’attenzione sul fatto che Ialongo non aveva ingenerato in Romina alcuno stato d’ansia e, soprattutto di paura, tanto che la ragazza continuava a vivere nella stessa casa, nonostante fosse finita qualsiasi relazione sentimentale E proprio sul fatto che non vi fosse più alcuna comunione d’intenti tra Ialongo e Romina De Cesare, la difesa punta a far cadere la seconda aggravante, quella dell’omicidio del convivente, la quale, in punta di diritto, si applicherebbe solo se tra la vittima ed il carnefice sussisteva una vera e propria relazione sentimentale e non la semplice coabitazione.
Mar Ming.
